Strage di delfini sulla spiaggia a Mauritius. L'accusa degli ambientalisti: “Uccisi dalla marea nera”

L’accusa degli ambientalisti in seguito al ritrovamento su una spiaggia di alcuni delfini, dopo che si è arenata una petroliera qualche settimana fa sversando in mare tonnellate di carburante

Foto Sea Users Association

Almeno 17 i delfini sono stati trovati morti lungo la costa a Grand Sable. Le responsabilità dell'accaduto sono state immediatamente collegate alla fuoriuscita di petrolio dalla nave giapponese che si schiantò lungo la costa e il successivo affondamento di una parte di essa. Non vi sono certezze a riguardo e le tesi sono varie. Secondo il ministro della Pesca, Sudheer Maudhoo a “prima vista” le morti dei delfini non sarebbero da ricondurre all'inquinamento provocato dall'incidente. Sostiene inoltre che due dei delfini morti abbiano dei morsi di squalo lungo la carcassa. Per questo motivo sono attualmente sottoposte a una autopsia che proverà a stabilire l'esatta causa del decesso.

I commenti degli abitanti 

Resta il dato preoccupante della morte contemporanea di così tanti delfini. Chi conosce quelle zone racconta di non aver mai visto tanti animali morti tutti insieme. L'ultimo ritrovamento di cadaveri di animali risale al maggio 2019. In quell'occasione furono due i delfini trovati morti. Oltre ai delfini, finora sono stati trovati morti anche diversi pesci e granchi. Morti occorse subito dopo il naufragio. Completamente diverso lo scenario a cui si sono trovati di fronte gli abitanti del posto al loro risveglio. Uno spettacolo macabro a cui non avevano mai assistito e che ne ha provocato lo sgomento. "Svegliarsi questa mattina e vedere così tanti delfini morti sulla nostra spiaggia è stato peggio di un incubo. Ho visto da otto a dieci delfini morti. Ce ne sono altri nella laguna?", chiede alla Bbc che ha raccontato la storia, il residente Nitin Jeeha. Su queste morti hanno un'opinione molto precisa gli ambientalisti che da anni studiano l'ecosistema locale.

I danni provocati dall'incidente 

Secondo loro l'incidente ha creato un importante squilibrio nella fauna e nella flora acquatica locale. La barriera corallina di Pointe d'Esny dove si schiantata l'imbarcazione giapponese è uno dei posti con i più rari esemplari marini. L'impatto della fuoriuscita di petrolio ha potuto causare dei danni incalcolabili agli animali marini. Secondo l'oceanografo Vassen Kauppaymuthoo, i delfini odoravano di carburante. L'esperto si è lasciato andare a considerazioni molto gravi quando è stato intervistato. “A mio parere, questa situazione continuerà a peggiorare con il passare del tempo”, ha detto alle telecamere della Bbc. Sulla stessa linea è anche l'ambientalista Sunil Dowarkasing. Dal suo punto di vista l'incidente ha fortemente disturbato l'habitat naturale e il petrolio ha causato la morte dei mammiferi. “L'affondamento probabilmente ha disturbato i mammiferi marini nel loro habitat naturale. Ci saranno postumi, e questo è solo l'inizio", ha aggiunto. Anche secondo Greenpeace Africa la situazione è molto grave: “Migliaia di specie animali sono a rischio di annegamento in un mare di inquinamento, con conseguenze disastrose per l'economia, la sicurezza alimentare e la salute di Mauritius”. Dal governo però si affrettano a smentire ogni tipo di correlazione tra l'incidente e i decessi degli animali. Dal ministero della Pesca si invocano ulteriori test per capire l'esatta natura di questi decessi.

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Fonte: BBC News →

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