Sabato, 27 Febbraio 2021
Intelligenza

Il vescovo che dice stop alle messe di domenica: "Così conteniamo il virus"

Ai tradizionalisti non va giù la decisione di monsignor Derio Olivero, di Pinerolo (Torino), sopravvissuto al Covid. Ma lui, stimatissimo da Papa Francesco, tira dritto per la sua strada: "Il bene di tutti vale la rinuncia al culto per due settimane"

Foto repertorio

Ha vinto la battaglia contro il covid  monsignor Derio Olivero, vescovo di Pinerolo (Torino). E prende una decisione inedita: “Il bene di tutti vale la rinuncia al culto per due settimane”. Niente messe la domenica, il giorno in cui vi partecipano più fedeli, "per contenere il virus letale". La scelta di Olivero sta facendo discutere nella cittadina piemontese, perché molti fedeli non sarebbero d'accordo. 

Derio Olivero: "Il bene di tutti vale la rinuncia al culto per due settimane"

Il vescovo è considerato un pastore del "sociale", molto attento alla cultura e all’arte, e sarebbe stimatissimo da papa Francesco. Come ricorda oggi La Stampa, si congedò dalla diocesi di Fossano in maglioncino, inginocchiato per lasciarsi benedire dalla folla accorsa a salutarlo. Una figura carismatica, insomma. 

Nel pieno della prima ondata è stato ricoverato in ospedale dopo essere stato contagiato dal coronavirus, è stato intubato e tracheostomizzato. Oggi la decisione di fermare le messe festive, la cui genesi spiega così al quotidiano torinese: "Da un confronto all’interno della Chiesa cattolica e con la Chiesa valdese. Abbiamo ragionato sulla gravità della pandemia cercando qualche soluzione per ridurre gli assembramenti". Semplice, ragionevole, lineare, nonostante il Dpcm abbia lasciato massima libertà sull'argomento

"Ma noi abbiamo ritenuto opportuno fare un passo indietro per il bene comune. Essere cristiani vuole anche dire sapere rinunciare ai propri diritti per il bene di tutti".

Non ci sta in ogni caso a essere accusato di "relativizzare" l’eucaristia: "Non si può fare a meno dell’eucaristia. L’obiettivo del nostro provvedimento è ridurre il rischio di contagio in una zona “rossa”. Ma lungo la settimana ci sono le celebrazioni feriali a cui si può partecipare liberamente".

Nessun problema se i più tradizionalisti dissentono: "Essere cristiani non vuol dire esser allineati a un pensiero unico, ma a un unico Salvatore, Gesù Cristo" dice Olivero. Che va dritto per la sua strada. E a chi gli chiede a che cosa non dovremo disperdere di questo periodo sospeso , risponde: "La dimensione della casa, il luogo quotidiano dove curare anche la propria spiritualità". 

Fonte: La Stampa →
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