Martedì, 28 Settembre 2021
A Rebibbia / Roma

Costretta a partorire da sola in carcere senza ostetrica

La Garante dei detenuti di Roma aveva fatto presente il suo caso della donna, in cella nonostante fosse già in avanzato stato di gravidanza, scrivendo ai giudici due settimane prima del parto ma nessuno aveva risposto 

Una giovane donna di etnia rom si è ritrovata costretta a partorire da sola in una cella del carcere femminile di Rebibbia, a Roma, lo scorso 3 settembre. Italiana di origine bosniaca, ex residente nel campo rom di Castel Romano vicino al comune di Pomezia, era stata arrestata per furto a fine luglio e, nonostante fosse già in uno stato avanzato di gravidanza, il giudice della IV sezione penale del tribunale di Roma le aveva imposto il carcere. Come ricostruito da Repubblica, le doglie sono iniziate nel cuore della notte e la donna ha partorito da sola, mentre la compagna di cella chiamava aiuto. Gli agenti, richiamati dalle grida, hanno subito allertato il medico, arrivato però quando la bambina era già nata. La donna è stata poi trasportata in ambulanza all'ospedale Sandro Pertini, dove è rimasta in osservazione per cinque giorni prima di essere dimessa. Pochi giorni fa è tornata in libertà in attesa del processo.

Del caso si è interessata la Garante dei detenuti di Roma, Gabriella Stramaccioni, che aveva intercettato la donna e altre due detenute rom incinte nell'infermieria del carcere lo scorso 13 agosto e aveva scritto ai giudici chiedendo che la donna fosse scarcerata e trasferita nella Casa di Leda, una struttura protetta per detenute con figli minori. Alla lettera della Garante però nessuno ha mai risposto. La donna, ha sottolineato Stramaccioni, non sarebbe dovuta proprio entrare in carcere date le sue condizioni mentre avrebbe dovuto essere trasferita nella struttura protetta e mettere al mondo la figlia senza rischiare di partorire da sola rischiando la vita. 

Le donne con figli minori, soprattutto rom, spesso si trovano in carcere perché non hanno un altro domicilio ritenuto affidabile, ha ricordato Laura Liberto, responsabile della rete Giustizia di Cittadinanzattiva, richiamando l'attenzione sull'esistenza di un fondo istituto con la legge di Bilancio 2021 per l'accoglienza di madri o padri con bambini al seguito in strutture già esistenti o da istituire che però andrebbe sbloccato con l'adozione da parte del ministero della Giustizia del decreto attuativo. C'è poi in discussine in commissione Giustizia alla Camera la proposta di legge Siani per completare questo percorso.

Fonte: La Repubblica →
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