Venerdì, 22 Ottobre 2021
La riforma

Le detrazioni fiscali per pochi contribuenti che il governo Draghi vuole eliminare

Sono due gli obiettivi dell'esecutivo: ridurre le aliquote Irpef e rendere più snello il sistema delle cosiddette "tax expenditures"

Il governo Draghi vuole rivedere, semplificare e riordinare le detrazioni fiscali, mettendo mano alla giungla degli sconti concessi negli ultimi anni. Sono due gli obiettivi principali dell'esecutivo: tagliare le aliquote Irpef e rendere più snello il sistema delle cosiddette "tax expenditures", l'insieme dei bonus e degli incentivi fiscali che interessano famiglie e imprese. Per il governo, scrive oggi La Stampa, il riordino deve essere parte integrante di un'organica riforma fiscale e va in parallelo con il ridisegno dell'Irpef. Nella legge delega approvata martedì si parla esplicitamente della necessità di avviare un "riordino delle deduzioni dalla base imponibile e della detrazioni dall'imposta sul reddito delle persone fisiche, tenendo conto della loro finalità e dei loro effetti sull'equità e sull'efficienza dell'imposta".

Il quotidiano torinese ricorda che solo nell'ultimo anno, a furia di aggiungere bonus a bonus, il totale degli sconti concessi ai contribuenti ha toccato quota 602 (dai 532 del 2020, +13%) per un importo complessivo di 68 miliardi (+8,8%). Ecco perché il governo pensa al riordino di deduzioni e detrazioni. Se il progetto andrà in porto, scompariranno alcune micro-agevolazioni di cui finora hanno beneficiato solo pochi contribuenti. Per ridurre e semplificare la giungla degli sconti fiscali si pensa anche di intervenire eliminando tutte quelle spese il cui beneficio pro-capite (ovvero il numero dei beneficiari) è inferiore ad una certa soglia che dovrà essere appositamente determinata.

Stando all'ultimo rapporto sulle tax expenditures, scrive La Stampa, su un totale di 602 sconti ce ne sono 29 i cui effetti sono definiti di "trascurabile entità", di questi 5 riguardano l'Irpef, 6 l'Ires ed altri 6 entrambe queste imposte. Poi ce ne sono ben 204 che hanno un costo complessivo inferiore ai 10 milioni di euro: 66 riguardano l'Irpef, 29 i crediti di imposta, 19 l'Iva, 15 l'imposta sostitutiva, 14 l'Ires, 13 le accise e 5 le imposte su donazioni e successioni. Non sarà facile semplificare e snellire, ma la strada sembra tracciata, almeno nelle intenzioni.

Fonte: La Stampa →
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