Lunedì, 18 Ottobre 2021

Di Maio: "Accetto la candidatura a premier". Ma nel M5s è polemica sulle nuove regole

"Quando il Movimento 5 Stelle è diventato la prima forza politica del Paese - dice - hanno avuto paura e hanno iniziato a combatterci con tutto il potere mediatico e politico che avevano a disposizione. Siamo ancora qui, più forti di prima. E ora dobbiamo completare l'opera: andiamo a palazzo Chigi e facciamo risorgere l'Italia". Malumori in rete sulle nuove regole, secondo alcuni scritte su misura proprio per Di Maio

"Oggi ho accettato la mia candidatura a premier per il Movimento 5 Stelle". Lo ha annunciato via Facebook il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio, facendo suo e citando il motto del Mahatma Ghandi sulla forza della politica non violente: "Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi vinci." 

"Come tanti di voi - aggiunge Di Maio nell'annuncio ai suoi follower- ho iniziato questo percorso 10 anni fa, l'8 settembre del 2007 con un banchetto. Ed è dal banchetto dei nostri attivisti siciliani, di Caltanissetta che voglio parlarvi oggi. All'inizio non volevamo neanche entrare nelle istituzioni, pensavamo che bastasse proporre alla politica progetti validi per essere ascoltati. Ma ci hanno ignorati. Per questo abbiamo deciso di entrare nelle istituzioni dall'opposizione per far conoscere al Paese il loro indegno modo di gestire la cosa pubblica. E hanno passato il tempo a deriderci".

"Quando il Movimento 5 Stelle è diventato la prima forza politica del Paese, hanno avuto paura e hanno iniziato a combatterci con tutto il potere mediatico e politico che avevano a disposizione. Siamo ancora qui, più forti di prima. E ora dobbiamo completare l'opera: andiamo a palazzo Chigi e facciamo risorgere l'Italia".

Ma è già polemica all'interno del Movimento, perché in tanti non hanno digerito il fatto che il testimone di «capo politico» passerà da Beppe Grillo al futuro vincitore delle primarie, sicuramente Di Maio. Regole scritte su misura per lui secondo alcuni.

Il caso, scrive il Corriere della Sera, lo solleva il deputato Luigi Gallo con un post sul suo profilo Facebook. «Dal Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo al Movimento 5 Stelle di Luigi Di Maio. A voi i commenti», scrive polemicamente sul social network. Poi il parlamentare passa ad indicare i poteri del «capo politico» dei pentastellati: indice le votazioni in Rete, sceglie i temi da mettere in votazione, definisce le regole per le candidature, può far ripetere una votazione, sceglie il collegio dei probiviri (organo di garanzia che si occupa delle espulsioni) da mettere ai voti e con la consultazione online può cancellarne la decisione.

Sei punti che sono visti e letti come una stilettata al cuore dai falchi. Punti su cui ora si gioca il futuro (e la tenuta) del Movimento.

Fonte: Corriere della Sera →
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