Lunedì, 18 Ottobre 2021

Scuola, Di Maio boccia la riforma Renzi: “Dobbiamo smantellarla”

Il candidato premier dei 5 stelle ha rilasciato un'intervista al sito tecnicadellascuola.it: “Ha trasformato le scuole in aziende”

“Il nostro obiettivo è smantellare la riforma di Renzi sulla scuola, che non ha nulla di buono. Inizieremo con quelle misure che hanno trasformato le nostre scuole in aziende: i super-poteri ai presidi, la chiamata diretta dei docenti, il bonus premiale e la card formazione per i docenti che è più una mancetta elettorale”. Sono le parole di Luigi Di Maio, candidato premier per il Movimento 5 Stelle alle prossime Elezioni Politiche, che ha rilasciato un'intervista esclusiva al sito tecnicadellascuola.it, pubblicata anche sul blog di Grillo.

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 “Un grande Paese – ha aggiunto – deve puntare tutto sull’istruzione perché è dal nostro livello d’istruzione che dipendono il futuro delle prossime generazioni e lo sviluppo dell’Italia. Ciò che più ci sta a cuore è avere una scuola inclusiva e innovativa, edifici sicuri e insegnanti motivati e valorizzati. Vogliamo dare alle famiglie la garanzia di una scuola statale completamente gratuita: i genitori non dovranno più pagare di tasca propria la carta igienica o il materiale didattico. Per questo, la prima cosa che faremo sarà aumentare le risorse per l’istruzione: nel medio termine vogliamo arrivare al 10,2% del Pil, in linea con la media europea”. 

Dove reperirete le risorse? “I nostri programmi di spesa sociale, istruzione compresa, saranno finanziati – ha detto Di Maio – da un lato con i tagli agli sprechi e alle spese inutili che si annidano nel bilancio pubblico e dall’altro con il maggiore gettito fiscale che il nostro piano di investimenti produttivi produrrà anno dopo anno”. “Il Piano Cottarelli – ha insistito il candidato premier M5s – è la base da cui partiamo per tagliare gli sprechi e i privilegi della politica, ma non è da prendere per intero: taglieremo solo gli sprechi per poter reinvestire i risparmi proprio sull’istruzione. Al piano Cottarelli aggiungeremo anche una revisione delle agevolazioni fiscali che riteniamo ingiuste, le cosiddette tax expenditures”.

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Fonte: Tecnica della Scuola →
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