Domenica, 28 Febbraio 2021

"Dalla nave Diciotti abbiamo accolto 27 scheletrini"

Il racconto di un'operatrice di Terre des Hommes, che ha partecipato alle operazioni di sbarco dei minori non accompagnati che da giorni erano bloccati sulla nave militare italiana

Dalla nave Diciotti sono scesi soltanto i 27 minori non accompagnati presenti a bordo, mentre sulla nave militare italiana sono rimaste anccora 150 persone, il cui destino è ancora incerto. Dopo due giorni di impasse, il ministro dell'Interno Matteo Salvini ha dato ieri il permesso di far sbarcare i minori, portati ora nelle strutture di accoglienza. 

"Abbiamo accolto 27 scheletrini, il più magro sarà stato un po’ più basso di me e sarà pesato una trentina di chili, la gamba con lo stesso diametro del mio polso", racconta un'operatrice di Terre des Hommes, presente allo sbarco dei minori ieri sera. 

Abbiamo accolto 27 scheletrini, uno era tutto e solo orecchie. Abbiamo accolto 27 scheletrini, uno non riusciva a camminare perché era pieno di dolori. Abbiamo accolto 27 scheletrini, tre avevano delle bende lerce al polso, al piede e al braccio sparato. Abbiamo accolto 27 scheletrini, comprese due splendide fanciulle. Mentre li guardavo, seduti a terra e delimitati da transenne, mi sentivo la ricca e bianca signora europea che si reca la domenica pomeriggio allo zoo umano, così, per vedere l’effetto che fa

"Il mio è un lavoro fatto di parole, come gli essere umani", racconta l'operatrice. "Ieri sera eravamo in grosse difficoltà con la lingua, i fanciulli erano tutti eritrei tranne una ragazzina somala. Il mediatore non era potuto essere presente. A volte non restava che guardarci, domandarci con gli occhi: 'Ma quindi come va, come ti senti?'. 'Ma tu chi sei? Perché mi guardi? Che vorresti dirmi?'". 

Diciotti, lo sbarco dei minori non accompagnati (da CataniaToday)

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"E mentre ci scambiavamo questi sguardi io pensavo, a dispetto della incredibile magrezza, della scabbia, delle orecchie a sventola, dei capelli arruffati di salsedine, delle bende lerce, del braccio sparato… pensavo che erano proprio belli. Mi ripetevo questo, 'Che belli che siete', e posso solo immaginare la mia faccia inebetita di fronte a tanta resilienza e, soprattutto, al permanere della capacità di fidarsi dell’altro", aggiunge. "E in quei frangenti mi sono chiesta perché così tante persone siano arrabbiate e di cosa abbiano paura. Di due occhi che ti sorridono? Di due orecchie a sventola enormi? Di quattro ricci arruffati? Forse, del fatto che loro hanno perso la capacità di fidarsi dell’altro, forse perché non ce l’hanno mai avuta?". 

Fonte: Terre des Hommes →
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