Sabato, 19 Giugno 2021

Guerra ai no vax nelle Rsa: "Otto mesi di sospensione per i dipendenti che non si vaccinano"

Parla Giovanni Belloni, presidente della società italiana dei medici delle case di riposo: "C'è una componente di ignoranza", in tanti "hanno paura degli effetti collaterali"

Foto di repertorio

I dipendenti delle Rsa che decidono di non vaccinarsi rischiano di essere sospesi fino ad otto mesi. Lo dice intervistato da 'La Repubblica', Giovanni Belloni, presidente di Simersa, Società italiana dei medici delle Rsa, a proposito del fatto che molti operatori delle case di riposo sono scettici all'idea di ricevere il vaccino anti-Covid. "Dopo dieci incontri, cioè 300 persone, siamo arrivati al 75-76 per cento. Ma è durissima''.

 ''Ieri mattina - racconta Belloni - un'inserviente mi risponde con un no secco: ho paura, non mi fido. E io: ma di cosa, non si fida? Risposta: delle multinazionali dei vaccini, lo fanno solo per i soldi''.

Belloni parla dei motivi che spingono molti a dire di no al vaccino. ''Il primo - afferma - la paura degli effetti collaterali". E prosegue, ''stamattina uno dice: 'mi spieghi perché questo vaccino è stato realizzato in così poco tempo. Per altre malattie ci sono voluti anni, qui si corre troppo'". Aggiunge poi la reazione di un altro operatore: "C'è un profitto sospetto da parte delle aziende farmaceutiche".

"Lei capisce il livello. Spiego che la sperimentazione è valida, la vaccinazione indispensabile, che da tempo i parenti non possono visitare gli ospiti, quindi il contagio entra attraverso chi ci lavora: medici e infermieri, oss e asa. Che lo introducono dall'esterno, dalle loro famiglie, dalla vita che conducono. Che prima dobbiamo difenderci noi, così lavoreremo più sereni e potremo aiutare gli ospiti.  Purtroppo c'è una componente di ignoranza".

Il presidente di Simersa ha spiegato che "si può rischiare la sospensione dal lavoro per 8 mesi. E qui bisogna distinguere tra i soggetti che non possono - ricorda - essere vaccinati, per ragioni sanitarie accertate: la presenza di un tumore in fase attiva, un problema di autoimmunità importante. Per loro, 8 mesi di sospensione retribuiti. Nel caso dei no-vax, stesso periodo di sospensione, ma non retribuito''.

Fonte: La Repubblica →
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