Sabato, 18 Settembre 2021

Alessandro, 54 anni, disoccupato: "Vendo un rene, la mia famiglia non mangia più"

Fino a due anni fa era un metalmeccanico. Ma quando la sua azienda di Bergamo ha chiuso, lui è stato licenziato. Ora è arrivata anche la lettera del Comune dove si dice che il figlio piccolo non può usufruire dello scuolabus perché non sono stati pagati i 52 euro della retta

Il Gazzettino dà spazio alla triste storia di un uomo che dopo aver perso il lavoro è disposto a vendere un rene per dare da mangiare alla sua amata famiglia.

"Siamo in cinque a dover mangiare - racconta Alessandro - e solo con i quattrocento euro mensili di mia moglie non ce la facciamo più. È due anni che ho perso il lavoro e dopo aver venduto tutto l’oro e i gioielli di famiglia facciamo fatica a mangiare. Ora è anche finito l’aiuto dei servizi sociali del Comune".

"Perciò - dice - ho deciso di vendere un rene al miglior offerente, solo così posso continuare a sfamare la mia famiglia".

Un vero e proprio appello-choc: Alessandro, 54 anni, è stato licenziato da due anni e vive con la famiglia in un piccolo centro della pedemontana pordenonese.

Fino a due anni fa Alessandro era un metalmeccanico manutentore. Ma quando la sua azienda di Bergamo ha chiuso, lui è stato licenziato. «Da quindici giorni - racconta la moglie, che lavora per un’impresa che fa le pulizie negli uffici postali, mangiamo bietole e uova solo grazie a qualche vicino che ha le galline e che ci dà una mano». L’altro giorno è arrivata anche la lettera del Comune dove si dice che il figlio piccolo non può usufruire dello scuolabus perché non sono stati pagati i 52 euro della retta dell’anno scorso.

Fonte: Gazzettino →
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