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Mercoledì, 19 Gennaio 2022

Le domande di Amnesty International alle quali i politici "devono rispondere"

Amnesty international interroga i leader delle coalizioni e tutti i candidati delle circoscrizioni elettorali su un'agenda per i diritti umani

A un mese dalle elezioni, Amnesty international interroga i leader delle coalizioni e tutti i candidati delle circoscrizioni elettorali su un'agenda per i diritti umani articolata in 10 punti, che di fatto "è una mappa di ciò che non funziona nel nostro Paese". Ieri sono state infatti inviate sette lettere ai leader di coalizione (Berlusconi, Bersani, Giannino, Grillo, Ingroia, Monti e Pannella), a cui è stato chiesto di fornire "risposte nette, posizioni precise" sui 10 punti elencati. "Perchè il benessere di un Paese si misura anche dal rispetto dei diritti umani e oggi in Italia questo rispetto non è assicurato", ha spiegato il Presidente di Amnesty, Christine Weise, nella conferenza stampa svoltasi a Roma per presentare la campagna 'Ricordati che deve rispondere'.

I 10 punti dell'agenda sono: garantire la trasparenza delle forze di polizia e introdurre il reato di tortura; fermare il femminicidio e la violenza contro le donne; proteggere i rifugiati, fermare lo sfruttamento e la criminalizzazione dei migranti e sospendere gli accordi con la Libia sul controllo dell'immigrazione; assicurare condizioni dignitose e rispettose dei diritti umani nelle carceri; combattere l'omofobia e la transfobia e garantire tutti i diritti umani a lesbiche, gay, bisessauli e transgender; fermare la discriminazione, gli sgomberi forzati e la segregazione etnica dei rom; creare un'istituzione nazionale indipendente per la protezione dei diritti umani; imporre alle multinazionali italiane il rispetto dei diritti umani; lottare contro la pena di morte nel mondo e promuovere i diritti umani nei rapporti con gli altri Stati; infine, garantire il controllo sul commercio delle armi, favorendo l'adozione di un trattato internazionale.

L'agenda evidenzia la volontà di Amnesty di "non voler rimanere lontana dai dibattiti politici, di voler dire la propria, confrontandosi con i candidati", pur mantenendo la nostra imparzialità, ha sottolineato Weise. E questo per due ragioni: perchè "oggi in Italia non sono assicurati il rispetto, la protezione e la realizzazione dei diritti umani" e perchè "in tempi di crisi economica, con l'aumento delle tensioni sociali da una parte e, dall'altra, l'accento della politica solo sulle questioni finanziarie, questa situazione potrebbe aggravarsi".

Per questo la campagna lanciata oggi andrà avanti "a tempo indeterminato", nel senso che Amnesty provvederà a breve termine a dare conto delle risposte, o delle mancate risposte, dei leader e di tutti i candidati, ma poi continuerà a chiedere al nuovo governo e al nuovo parlamento, per tutta la legislatura, di adoperarsi per dare attuazione all'agenda.

Perchè "un governo che ha a cuore il Paese, ha a cuore i diritti umani di chi ci vive e se ne sente responsabile. Un parlamento che intende esercitare pienamente la sua funzione, legifera per la protezione e il benessere di tutti, nel segno dei diritti, della libertà e del rispetto della dignità di ogni persona. E' quello che chiediamo - ha concluso Weise - nulla di meno".

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Fonte: Amnesty International →
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