Giovane italiano dona cellule staminali e salva paziente inglese malato di tumore

Era l'unico compatibile tra oltre 37 milioni di donatori iscritti nei Registri internazionali che si rendono disponibili a donare le loro cellule ad un paziente che non conoscono e di cui probabilmente non sapranno mai nulla

E' una gran bella storia, di solidarietà che varca i confini nazionali e di progressi della medicina. Un giovane piemontese ha dato vera speranza di guarigione ad un paziente inglese affetto da una grave patologia tumorale del sangue, donando le sue cellule staminali emopoietiche del midollo osseo (CSE). Era l'unico compatibile tra oltre 37 milioni di donatori iscritti nei Registri internazionali che si rendono disponibili a donare le loro cellule ad un paziente che non conoscono e di cui probabilmente non sapranno mai nulla. Come racconta oggi TorinoToday, è stato toccato il traguardo delle 500 donazioni di CSE a scopo di trapianto per pazienti italiani ed esteri in Piemonte in 30 anni di attività. 

Dona cellule staminali e salva paziente inglese

Tre donazioni su dieci avvenute nei Centri Prelievo CSE della Città della Salute di Torino e degli ospedali di Cuneo ed Alessandria le cellule donate hanno raggiunto il paziente all'estero entro 24 ore dal prelievo. Sono 70 mila i cittadini che in questi 30 anni si sono iscritti al Registro tramite i Centri situati nei Servizi Trasfusionali degli ospedali di Alessandria, Cuneo, Ivrea, Verbania, Vercelli, Città della Salute di Torino e Aosta.

Bello sottolineare che il 70% di coloro che hanno donato nell'ultimo quinquennio ha meno di 35 anni e il 30% ha meno di 25 anni, a fronte del 50% e 10% rispettivamente nel decennio precedente. Le procedure sono migliorate nel corso del tempo. Fino al 2004 le CSE erano prelevate solo dalle creste iliache delle ossa del bacino. Dal gennaio 2005 è possibile prelevare le cellule anche dal sangue periferico.

Possono accedere al Registro tutti i soggetti sani di età compresa tra 18 e 35 anni ed in buone condizioni di salute rivolgendosi ad uno dei Centri Trasfusionali.

Fonte: TorinoToday →

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