Giovedì, 16 Settembre 2021

Torturata, picchiata e quasi decapitata dal marito: il dramma di June

La storia di una donna inglese, viva per miracolo. L'uomo ha persino dato fuoco alla loro casa ma l'assicurazione non le rifonderà nulla

Il marito l'ha tenuta segregata per tre giorni, l'ha picchiata, legata, pugnalata e alla fine ha dato fuoco a casa. Questa la terribile storia di June Churchill, rimasta in ostaggio del marito David, che ha fatto irruzione nella loro casa armato di un'ascia e con un borsa piena di corde per legarla.

L'ha tenuta in casa tre giorni, tagliuzzandole la gola e mandando messaggi ai figli, spacciandosi per lei, per rassicurarli. La donna temeva che il marito l'avrebbe decapitata.

All'alba del terzo giorno, David Churchill ha appiccato fuoco alla casa, per poi lasciare la moglie davanti al Royal Liverpool Hospital, minacciandola di non rivelare a nessuno quello che era accaduto.

L'uomo aveva ricevuto un'ingiunzione dal tribunale e aveva l'obbligo di non avvicinarsi alla casa, dopo che aveva già cercato di strangolare la moglie.

"E' stato come un film dell'orrore", ha raccontato la signora Churchill, ora ricoverata in ospedale con profonde ferite al petto e al torace e il cranio fratturato.

Ma non è tutto. L'assicurazione non le rimborserà  nulla, perché l'incendio è stato appiccato dal marito, che risiedeva ufficialmente nell'abitazione a Maghull, nel Merseyside, ma come "gesto di cortesia" le ha offerto 5mila sterline.

June Churchill ora vuole solo tornare a vivere ed essere d'aiuto alle altre donne maltrattate. "Mi ha dato uno scopo - ha detto al Daily Mail - perché ora farò in modo che quello che ho subito io non debba mai capire a nessun altro". 

Fonte: Daily Mail →
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