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Venerdì, 3 Dicembre 2021

L'Inail stanziò due miliardi per l'Aquila: "Non sono mai stati spesi, burocrazia infinita"

A 1.700 giorni dal terremoto due miliardi di euro giacciono nelle casse dell'Inail. L'Inail aveva destinato quella cifra, di tutto rilievo, per il dopo terremoto in Abruzzo. Ma come racconta il Corriere della Sera quei soldi sono finiti in un vero e proprio labirinto burocratico

Sembra incredibile che anche di fronte a un dramma come il terremoto dell'Aquila, anche di fronte a fondi già stanziati, pronti per essere utilizzati, la burocrazia italiana non sia riuscita a garantire un minimo di efficienza e di buonsenso

A 1.700 giorni dal devastante terremoto due miliardi di euro giacciono nelle casse dell'Inail. Mai spesi. L'Inail aveva destinato quella cifra, di tutto rilievo, per il dopo terremoto in Abruzzo. Ma come racconta il Corriere della Sera quei soldi sono finiti in un vero e proprio labirinto burocratico.

Nel frattempo il centro storico dell'Aquila è fermo, immobile: zona rossa, transenne, palazzi nascosti dai ponteggi, silenzio.

Giuseppe Lucibello è il direttore generale dell’Istituto per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro: "La cosa fa una certa rabbia ma, purtroppo, quei fondi non sono stati nemmeno toccati", dice al quotidiano di via Solferino.

Gli obiettivi che quei cinque miliardi volevano aiutare a raggiungere erano cinque: recuperare il centro storico, rimettere a posto le strutture sanitarie, creare un nuovo campus universitario, oltre che per interventi mirati sui beni culturali e sul tessuto urbano.

Ma com'è potuto succedere che quei fondi non siano mai arrivati a destinazione? Lo spiega il Corriere:

L’istituto è uno dei pochissimi pezzi della pubblica amministrazione che chiude i suoi conti in attivo: i contributi incassati superano le indennità erogate e il surplus viene girato per legge al Tesoro che lo usa per tenere in equilibrio i conti pubblici. Dopo il terremoto dell’Aquila, però, si decide di fare un’eccezione e riservare una parte di quei soldi alla ricostruzione. Il primo peccato è stato originale. Si era previsto che gli interventi dell’Inail potessero avvenire solo nella cosiddetta forma indiretta. E cioè con un lungo procedimento che comincia con il bando, prosegue con le manifestazioni di interesse, per poi passare alla valutazione dei progetti da parte di un advisor e chiudere con l’analisi di compatibilità fatta dai ministeri vigilanti.

Troppi passaggi, troppe regole: non se n'è ancora fatto nulla. E L'Aquila continua ad attendere una ricostruzione che è sempre più complicata.

Fonte: Corriere della Sera →
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