A 14 anni muore in mare: girava il mondo in barca con la sua famiglia

I genitori di Eddie Jarman avevano venduto la casa e si erano presi un anno sabbatico per comprare una barca e fare il giro del mondo. Ora hanno lanciato una raccolta fondi per riportare in patria il corpo del figlio

Foto gofundme

È una storia straziante quella della famiglia di Eddie Jarman, il 14enne inglese morto al largo di Tahiti, durante un viaggio in barca con la sua famiglia. Il giovane musicista stava armeggiando accanto all'ancora dell'imbarcazione di famiglia quando è stato colpito mortalmente dal motore, nei pressi dell'isola Mo'orea. Un'imbarcazione comprata dalla famiglia per esaudire il sogno di una vita. La loro storia è stata raccontata dal quotidiano inglese Mirror. La famiglia Jarman aveva venduto la sua abitazione nel Sussex per comprare una barca con la quale effettuare il giro del mondo. A bordo, il padre Harry, la madre Barbara, la sorella Amelie di 13 anni e il piccolo Eddie. Il loro viaggio era iniziato nel 2018. I genitori avevano preso un anno sabbatico a lavoro e i due ragazzini continuavano i loro studi sull'imbarcazione. Nei mesi hanno visitato posti fantastici partendo da Lanzarote ai Caraibi e arrivando fino a Panama. Hanno poi visitato l'Ecuador, le isole Galapagos e la Polinesia francese.

La tragedia 

Ed è qui che si è consumata la tragedia. Inutili sono stati i soccorsi per il piccolo musicista. Eddie era, infatti, un musicista di talento. Suonava il pianoforte, il violino e il contrabbasso ad alto livello. L'anno prossimo avrebbe dovuto frequentare l'Hurstpierpoint College nel Sussex grazie a una borsa di studio. Oltre al terribile lutto, la famiglia ha dovuto affrontare anche i problemi per la sepoltura in Inghilterra del 14enne. Per non lasciarlo in un Paese straniero, i genitori dovevano affrontare una grossa spesa ma non erano in grado di sostenerla. Ad aiutarli sono stati tanti donatori che gli hanno permesso di raccogliere 33mila sterline attraverso la creazione di una fondazione intitolata al figlio: la Eddie Jarman Young Musicians Charity. È, infatti, partita una gara di solidarietà che ha permesso ai genitori del piccolo non solo di portare il suo corpo in patria ma anche di dare il via a un lavoro di sostegno per i giovani. L'opera di beneficenza proseguirà il suo impegno per promuovere il talento di giovani musicisti.

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Il ricordo della famiglia 

"Eddie aveva un'incredibile gioia di vivere, un ragazzo adorabile e così intelligente, di talento e gentile, che amava l'avventura e il mare. Siamo stati benedetti dal suo talento musicale, suonava abilmente il piano, il violino e il contrabbasso, e adoravamo ascoltare i suoi brani preferiti di jazz e Bossa Nova. Ha lasciato un segno indelebile in tutti quelli che ha incontrato. In memoria della sua vita e del suo amore per la musica, stiamo creando un fondo fiduciario che finanzierà la musica e le tasse scolastiche per i giovani di talento. L'ex preside di Eddie ha gentilmente accettato di essere un amministratore” queste le parole accorate dei genitori che hanno ricordato il piccolo morto. La madre di Eddie, Barbara Genda ha poi esortato le persone a donare: “Eddie amava la musica più di ogni altra cosa. Diceva spesso che non poteva immaginare di vivere senza musica, né suonandola né ascoltandola. In sua memoria lasciate che gli altri bambini apprezzino la musica tanto quanto lui ha fatto nella sua breve ma meravigliosa vita”.

Fonte: Mirror →

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