Venerdì, 7 Maggio 2021
Covid / Stati Uniti d'America

Esperti americani spiegano perché la seconda dose del vaccino può avere più effetti collaterali

Riscontrate lievi reazioni ma anche sintomi più gravi. Il consiglio è quello di contattare il proprio medico nel caso in cui non passino entro 24 ore

“Una normale risposta immunitaria”, questa la spiegazione che un gruppo di medici americani ha dato alle perplessità manifestate negli ultimi giorni sugli effetti collaterali del vaccino anti – Covid. È l’argomento e la preoccupazione del momento visto che la distribuzione e la somministrazione delle dosi vaccinali stanno interessando diversi Paesi del mondo. Ovviamente se l’intenzione dei governi è quella di procedere speditamente per arrivare ad una vaccinazione di massa e lasciarci alle spalle la pandemia, i cittadini stanno invece facendo i conti con la scarsa informazione e anche il timore delle conseguenze della somministrazione delle dosi di vaccino.

La preoccupazione per gli effetti collaterali 

Accade sempre più spesso che chi si sottopone alla vaccinazione avverta dei sintomi, a volte lievi a volte invece forti tanto da costringere il vaccinato al riposo. Non episodi isolati, affidati a volte anche a confessioni sui social network. Da qui l’amplificarsi della preoccupazione, tale da spingere alcuni medici americani a fornire risposte e informazioni. I sintomi si evidenziano in special modo dopo la seconda dose, a vaccinazione completata insomma. "La seconda dose è come un colpo al sistema immunitario – spiega la dottoressa Kavita Patel, collaboratrice medica di NBC News – che in quel momento riconosce il vaccino e inizia a fare il suo lavoro”. La dottoressa ha anche confessato di aver avvertito sulla propria pelle questi sintomi con una reazione particolare dopo la seconda dose.

I sintomi più diffusi 

“È stato come se avessi l’influenza, è durato 36 ore". Dolori alle ossa, mal di testa: reazioni normali secondo l’esperta che però possono allarmare chi, sottoponendosi al vaccino, sa di allontanare da sé il pericolo della malattia. Sulla stessa lunghezza d’onda della dottoressa Patel anche il collega Bill Moss, pediatra e professore di epidemiologia delle malattie infettive presso la Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health di Baltimora: "la seconda dose è davvero come una dose di richiamo. Il sistema immunitario con la prima dose fa ‘conoscenza’ con il vaccino e reagisce, le cellule del sistema immunitario vengono reclutate per riconoscere quella proteina spike (la parte del coronavirus che il vaccino colpisce). Quindi, quando il sistema immunitario del corpo riceve la seconda dose ci sono più cellule e c'è una risposta immunitaria più intensa che si traduce in questi effetti collaterali”.

Gli altri effetti scoperti 

Nello specifico gli esperti hanno anche illustrato quali possono essere gli effetti collaterali che possono manifestarsi nei soggetti vaccinati. Tra queste figurano reazioni lievi ma localizzate come gonfiore, eruzione cutanea o indolenzimento nel punto in cui è stata fatta l’iniezione. Parte dei soggetti che si sono sottoposti alla seconda dose hanno riscontrato anche una stanchezza, brividi, febbre o mal di testa. Sintomi che spaventano perché sono simili a quelli raccontati in chi contrae il Coronavirus e che, pertanto, chi si sottopone al vaccino non si aspetta di avere. In genere i primi miglioramenti si verificano dopo 24 ore, in caso contrario è opportuno avvisare il proprio medico. Tutti però concordano che non ci sono sintomi e reazioni standard, perché ogni corpo umano è diverso e quindi reagisce a proprio modo.

Fonte: Today.com →
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