Domenica, 7 Marzo 2021
La curiosità / Thailandia

L'elefante che prova a nascondersi dietro a un palo della luce dopo aver mangiato canna da zucchero

L'animale è stato scoperto durante la sua “marachella” in Thailandia. Nel Paese gli elefanti sono sacri protetti da regole ferree. Per chi li uccide c'è il carcere

“Non mi troverete mai” avrà pensato. Solo che essere un elefante comporta avere dimensioni considerevoli anche quando si è cuccioli e può non bastare nascondersi dietro a un palo della luce. Protagonista è un elefantino, si fa per dire, di Ching Mai, in Thailandia. Si tratta della parte montuosa del Paese dove l'animale è stato scoperto a fare una “marachella”. Alcuni abitanti del posto lo hanno sorpreso mentre si era infilato in una campo di canna da zucchero e aveva cominciato a mangiarne le piante. Una specie di paradiso in terra per l'animale a cui non sarà sembrato vero trovarsi a contatto con tante piante di canna da zucchero. Ha cominciato a sgranocchiarle quando però sono arrivati gli abitanti della zona e hanno rotto l'idillio.

Il nascondiglio 

Il piccolo elefante ha capito di aver fatto qualcosa di censurabile e allora ha deciso di nascondersi. Si è guardato intorno e ha pensato che un palo della luce potesse bastare. Si è fatto piccolo-piccolo come si suol dire, ma non è bastato. Sul posto sono arrivati con i fari delle auto a illuminare la scena e purtroppo per lui “qualche” centimetro del suo corpo usciva fuori dal suo nascondiglio e così è stato individuato. Finita così la scorpacciata di canna da zucchero. Non è così raro che in Thailandia gli elefanti vadano nei centri abitati. Si calcola che circa duemila vivano allo stato brado mentre una cifra simile viva in cattività. Gli elefanti dovrebbero vivere o nella giungla o comunque in parchi nazionali protetti del Paese. In realtà vengono utilizzati dagli umani soprattutto nell'agricoltura per la raccolta del cibo.

Gli elefanti in Thailandia 

La Thailandia ha un rapporto sacro nei confronti di questo animale. Viene considerato l'animale simbolo della nazione ed è protetto da norme contro la caccia. Uccidere un elefante comporta il carcere fino a tre anni e una multa di mille bath. La situazione degli animali nel Paese in realtà non è così rosea. Sono stati dichiarati animali in via d'estinzione a partire dal 1986. Per questo le autorità provano a proteggerli anche se non è così semplice. Storicamente gli elefanti si sono sempre trovati in Thailandia tanto da entrare nella cultura e nell'immaginario collettivo della nazione. Al momento però la situazione è pericolosa visto il numero esiguo di esemplari della specie. In particolare, per esempio, l'elefante trovato nella piantagione era di origine indiana ed è una sottospecie dell'elefante asiatico. Questo tipo di elefante in realtà è diverso dai “fratelli” africani che hanno le orecchie più grandi.

Fonte: Daily Mail →
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