Venerdì, 18 Giugno 2021
Il trapianto / Bologna

La storia di Eleonora, nata con una malattia congenita: dopo 43 anni ha un cuore nuovo

Un caso di paziente Guch, che dalla nascita deve convivere con trattamenti e cure continue: dopo il trapianto la donna sta bene ed ha iniziato la strada verso la guarigione

Un frame del video di BolognaToday

Dopo essere nata con una malattia congenita al cuore, a 43 anni ne ha ricevuto uno nuovo da un donatore. È la storia di Eleonora Miseri, che dopo una vita fatta di cure e terapie, potrà finalmente imboccare la strada della guarigione definitiva. Il caso di Eleonora è infatti molto complesso: i bambini che nascono con queste malattie cardiache poi necessitano per tutta la loro vita di cure, terapie e trattamenti che solo centri altamente specializzati possono fornire.

Il trapianto è avvenuto lo scorso 21 novembre nel reparto di cardiochirurgia pediatrica del Policlinico Sant'Orsola di Bologna, uno dei pochi centri in Italia e in Europa specializzato proprio nella cura di questi pazienti, definiti anche 'Guch' (Grown up congenital heart).

Come racconta BolognaToday, la storia di Eleonora Miseri comincia nel 1978, 43 anni fa, quando a soli 13 mesi viene sottoposta in Germania ad un delicato intervento cardiochirurgico a cuore aperto che le salverà la vita. Il primo intervento in assoluto lo aveva già subito a tre giorni dalla nascita.

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I medici avevano pronosticato un'aspettativa di vita molto limitata ma Eleonora, che nel frattempo a 22 anni è diventata madre, ora sta bene. Lo scorso 21 novembre è stata sottoposta a trapianto presso la Cardiochirurgia pediatrica del Policlinico di Sant’Orsola e oggi segue il suo percorso di convalescenza ospite della Casa di Accoglienza ‘Polo dei Cuori' gestita da Piccoli Grandi Cuori.

Grazie ai progressi della cardiologia e cardiochirurgia pediatrica oggi l’80-85% dei bambini nati con cardiopatia congenita riesce a sopravvivere fino all’età adulta e senza per questo dovere intraprendere viaggi oltre confine. Un risultato fino a poco tempo fa insperabile che porta il numero di Guch ad aumentare costantemente.

"Mi ritengo fortunata - ha spiegato la donna - perché ho capito il vero valore della vita. Anche col mio vecchio cuore ho cercato di vivere al meglio, quello nuovo e' stato un dono. Ora sono felice e spero di tornare presto a casa".

Fonte: BolognaToday →
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