Domenica, 20 Giugno 2021

C'è il dossier segreto: "Renzi pensa a elezioni anticipate e ha un piano per Roma"

Le elezioni anticipate, come scrive oggi il direttore del Foglio, Claudio Cerasa, sono un'ipotesi concreta. Sulla scrivania di Matteo Renzi ci sarebbe un dossier, anzi una "simulazione segreta" per andare al voto anticipato già nel 2016, anche nella Capitale

Pubblicamente il refrain è sempre lo stesso: "Il governo vuole arrivare fino al 2018, termine naturale della legislatura".

In realtà, e sono sempre più quelli che ne sono convinti, Matteo Renzi da buon "animale politico" ha sul tavolo varie opzioni tra cui scegliere: e nessuna prevede davvero di andare avanti ancora due anni e mezzo in questa situazione.

Le elezioni anticipate, come scrive oggi il direttore del Foglio, Claudio Cerasa, sono un'ipotesi concreta. Sulla scrivania di Matteo Renzi ci sarebbe un dossier, anzi una "simulazione segreta" per andare al voto anticipato.

Le elezioni amministrative più attese del 2016 sono quelle di Milano e Napoli, due battaglie durissime per il centrosinistra. E poi forse anche Roma. Secondo il Corriere della Sera Renzi vorrebbe evitare di tornare alle urne nella Capitale nella prossima primavera, a meno che il voto non sia politico. 

In altre parole: se il governo non riuscirà ad andare avanti e dal Quirinale arriverà il via libera allo scioglimento delle Camere, Renzi farà cadere anche Ignazio Marino, per un super election day con politiche e amministrative insieme, scrive Libero. 

Il Foglio presenta "due opzioni": la prima, "che resta la strada preferita da Renzi, è quella che alcuni renziani chiamano r-r-v: riforma, referendum, voto". Approvazione rapida della riforma costituzionale, referendum per approvarla e poi, tra autunno 2016 e primavera 2017, il voto anticipato. In questo caso, comunque, dipende però dall'iter della riforma al Senato, nient'affatto scontato. Se sarà approvato entro gennaio 2016, il referendum sarà dopo 6 mesi. A quel punto, sarebbe tutto pronto per votare. 

Libero continua:

Il problema però è l'ostruzionismo di mezzo Pd e opposizione tutta. Ma Renzi conta, alla fine, sull'appoggio indiretto di Forza Italia, che potrebbe bypassare i numeri risicati a Palazzo Madama facendo uscire qualcuno dei suoi senatori al momento del voto sulla riforma del Senato in cambio del prolungamento della legislatura e una futura revisione dell'Italicum. Perché, è la tesi del premier, le urne anticipate spaventano più le opposizioni che la maggioranza. Se però non ci sarà accordo sulla riforma, allora il governo cadrà per forza.

Fonte: Libero →
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