Giovedì, 29 Luglio 2021

Catalogna divisa alle urne, tra candidati in carcere e in esilio

La repressione legale del governo di Madrid, con l'applicazione dell'articolo 155 della Costituzione, non sembrerebbe quindi aver spostato più di tanto gli equilibri del voto: l'articolo di EuropaToday

Il giorno della verità: cinque milioni e mezzo di elettori in Catalogna sono chiamati oggi alle urne - dalle 9 alle 20, insolitamente in un giorno lavorativo - per dirimere la battaglia politica fra indipendentisti e unionisti. I secessionisti, stando alle ultime rilevazioni, sono vicini alla conferma della maggioranza assoluta in Parlamento, ma dovrebbero comunque rimanere sotto il 50 per cento del totale delle preferenze.

La repressione legale del governo di Madrid, con l'applicazione dell'articolo 155 della Costituzione, non sembrerebbe quindi aver spostato più di tanto gli equilibri del voto: né gli indipendentisti sembrano aver perso le speranze né la mobilitazione senza precedenti delle forze unioniste sembra aver colmato il divario fra i due schieramenti.

Tra candidati in carcere e candidati in esilio, tra accuse di franchismo e di spaccare la Spagna, la Catalogna arriva al voto spaccata praticamente a metà: indipendentisti e costituzionalisti, dicono i sondaggi, si divideranno voti e seggi in quelle che sono le elezioni più drammatiche e più incerte dal ritorno alla democrazia in Spagna. 

ERC, Esquerra Republicana de Catalunya, con il suo leader Oriol Junqueras in carcere, accarezza la vittoria, la prima da 81 anni a questa parte, dai tempi della Seconda Repubblica. 

Come racconta EuropaToday, ripone grosse speranze in questa tornata elettorale anche Ciutatans, formazione giovane e con il volto giovane di Inés Arrimadas, catapultata a paladina del voto di chi vuole l'Unità della Spagna, rappresentata dalla Costituzione. Ciutatans, il marchio originale e locale di Ciudadanos, strappa voti al Partido Popular del premier Mariano Rajoy, ormai a rischio estinzione in Catalogna, e al PSC, i socialisti, che comunque vengono dati in quarta posizione e che ambiscono, con il loro leader locale Miquel Iceta, famoso anche per i suoi balletti, a guidare un governo costituzionalista ma dialogante, in caso di non vittoria indipendentista.

Se la battaglia per il primo posto è ristretta a ERC e Ciutatans, con i sondaggi che premiano ora uno ora l'altro partito, terzo è dato il PDeCAT del ex Presidente regionale Carles Puigdemont, fuggito con un pezzo del suo governo a Bruxelles per evitare il carcere e internazionalizzare il conflitto.
 

Fonte: EuropaToday →
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