Giovedì, 4 Marzo 2021
Elezioni Usa 2020 / Stati Uniti d'America

Cosa dicono gli ultimi sondaggi sul voto negli Stati Uniti

Biden in vantaggio su Trump ma il risultato può essere imprevedibile: come funzionano le elezioni negli Stati Uniti e perché prendere più voti totali può non bastare

Foto Ansa

Tutti i sondaggi più autorevoli danno in vantaggio Joe Biden nella corsa alla Casa Bianca contro Donald Trump. A partire da questa sera, martedì tre novembre, si avranno i primi risultati dei singoli stati ma per ottenere il risultato definitivo potrebbe essere necessario attendere anche fino a domani oppure settimane, nel caso di stati in bilico e conseguenti azioni legali. Nel caso in cui dovesse essere saldamente in testa Trump, l'annuncio potrebbe arrivare molto presto mettendo fine alla contesa. In caso contrario bisognerà aspettare in base alla portata del risultato. Il primo indicatore della contesa è dato dallo stato della Florida. Si tratta del primo stato in cui viene assegnato un numero consistente di grandi elettori e solitamente chi riesce ad aggiudicarselo ha ottime possibilità di vincere alla fine. Le urne chiudono intorno alle due ora italiana. Se Biden dovesse vincere in questo stato con uno scarto considerevole, ci sono ottime possibilità che vinca alla fine mentre se dovesse vincere Trump la partita sarebbe assolutamente aperta.

Gli stati chiave 

Poi bisognerà tenere in considerazione altri stati chiave come il Michigan, il Winsconsin e la Pennsylvania, la cosiddetta “cintura di ruggine”. Qui si decidono le sorti dell'elezione perché è solitamente difficile fare delle previsioni sul risultato finale. Secondo le ultime analisi del voto però sono in bilico altri stati solitamente più facili da assegnare come Texas, Georgia, Ohio, Iowa, Arizona e Nord Carolina. Per riuscire a ottenere un secondo mandato Trump potrebbe doversi aggrappare a stati come Wisconsin e Michigan riuscendo a bissare il successo del 2016 facendo saltare il banco dei sondaggi. Anche il Nevada è un obiettivo dei repubblicani che così riuscirebbero a segnare un punto importante in uno stato solitamente democratico. Di contro i democratici sperano in vittorie importanti in Nord Carolina e in Georgia. Addirittura provano a sconfiggere il Tycoon anche in Texas. I sondaggi al momento danno dal punto di vista nazionale in vantaggio Biden su Trump. Lo stesso che in realtà successe anche nel 2016 con la Clinton. Rispetto a quella occasione però sembra che non ci sarà una fuga degli indecisi verso Trump come accadde nell'ultima tornata dando a quest'ultimo la vittoria finale a sorpresa.

Il sistema dei “grandi elettori”

Biden però dovrà trasformare il vantaggio generale in una vittoria stato per stato, ottenere più voti totali potrebbe non bastargli per arrivare alla Casa Bianca come già successo in passato. Il sistema elettorale americano è basato sul cosiddetto sistema dei “grandi elettori”. Ogni stato porta con sé in dote un tot di grandi elettori. Chi riesce ad arrivare a 270 grandi elettori vince le elezioni. È possibile che il totale dei voti espressi sia superiore per un candidato ma che vinca l'altro perché ha ottenuto più stati e quindi grandi elettori. È fondamentale, quindi, vincere stato per stato, a cui viene assegnato un peso elettorale, e non necessariamente ottenere più voti totali. È già successo in passato, con elezioni in bilico, che chi avesse meno voti totali arrivasse alla Casa Bianca. Ci è riuscito proprio Trump nel 2016 e George Bush jr nelle contestatissime elezioni del 2000 contro Al Gore.

Fonte: The Guardian →

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