Sabato, 12 Giugno 2021
La tragedia / Regno Unito

La donna che ha tagliato la gola a una bambina di sette anni al parco

La 30enne albanese Eltiona Skana ha accoltellato la piccola senza alcun motivo in un parco a Bolton. Non verrà condannata per omicidio volontario a causa dei disturbi psichiatrici di cui soffre

L'ha accoltellata senza motivo. Un atto di crudeltà completamente ingiustificato effettuato ai danni di una bambina di soli sette anni. Protagonista è stata Eltiona Skana, 30enne albanese che vive a Bolton, nel Regno Unito. La donna non verrà condannata per omicidio volontario per le sue condizioni psichiatriche. L'infermità mentale le è valsa solo l'accusa di omicidio colposo e domani le verrà inflitta la pena. Il pubblico ministero è giunta alla conclusione che non era possibile sostenere l'accusa in giudizio di omicidio volontario. Il suo gesto non è stato effettuato con “coscienza” stando ai disturbi psichiatrici di cui soffre. Un gesto di un'efferatezza senza senso avvenuto al Queen's Park cittadino, davanti agli occhi del padre della vittima.

Il gesto orrendo 

La bambina era andata lì insieme al genitore per andare a vedere la madre mentre faceva jogging e prendere un gelato. Stava camminando con la sua bici quando ha visto la madre da lontano correre. Così ha chiesto il permesso al padre di raggiungerla. Era a 200 metri di distanza e il padre poteva osservarla mentre la raggiungeva. Durante il breve tragitto si è consumata l'aggressione orrenda. Da una panchina si è alzata improvvisamente la 30enne che si è avvicinata alla piccola, l'ha fermata e le ha tagliato la gola. Il padre da lontano ha visto la bambina a terra e in un primo momento ha creduto che la donna la stesse aiutando dopo una caduta. Mentre si avvicinava ha visto la donna scappare e allora si è preoccupato. Fino a quando un passante ha urlato: “È stata accoltellata”. Così l'uomo è corso dalla piccola e si è accorto che le era stata tagliata la gola.

Il racconto del padre 

“Sono corso da Emily. Ero assolutamente terrorizzato. Sapevo solo che era così brutto. Non sopravvivi a queste cose. Ho solo pensato: 'Oh mio Dio, la perderò, la perderò'. Gridavo "resta con me Emily, resta con me. Non lasciarmi. Stava solo cercando di respirare. È stato semplicemente orribile. Non vorrei che nessuno lo vedesse accadere alla propria figlia. In alcune occasioni ci tornerò. Cerco di non farlo. Ma posso solo ricordare che cercava di respirare. Ho pensato: 'Non può succedere. Non può succedere a Emily'”. Così ha raccontato quei momenti orrendi il padre della piccola, Mark di 49 anni. La madre non ha assistito alla scena. Aveva le cuffiette con la musica ad alto volume mentre correva e non ha sentito la bambina che la chiamava mentre si avvicinava. Successivamente è stata chiamata dal marito che le ha chiesto di correre da loro. I genitori hanno provato a fermare l'emorragia con una maglietta data da un passante e poi hanno portato la bambina al Salford Royal Hospital ma non c'è stato nulla da fare. La piccola è morta mezz'ora dopo. Il processo dinanzi al tribunale di Manchester non riuscirà a dare giustizia alla piccola e alla sua famiglia. La sentenza di domani non potrà essere espressa per omicidio volontario.

Fonte: Daily Mail →
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