Venerdì, 17 Settembre 2021

L’email che scagiona i marò: "Ecco perché sono innocenti"

A scagionare Salvatore Girone e Massimiliano Latorre un'email partita dal cargo Enrica Lexia che smonterebbe la tesi dell'accusa

Il caso dei marò potrebbe essere ad un punto di svolta. A scagionare Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, i due fucilieri di marina accusati di aver ucciso due pescatori indiani, potrebbe essere un'email partita dal cargo Enrica Lexia, presso il quale erano in servizio i due marò. 

A pubblicarla il settimanale 'Oggi', che spiega anche perché potrebbe trattarsi di una prova rilevante a favore dei due fucilieri. Alla base della questione ci sarebbe una discrepanza temporale. Secondo il settimanale, infatti, la sera della strage il comandante dell’Enrica Lexia, avrebbe avvisato le autorità di aver subito un’aggressione, con un messaggio di posta elettronica partito alle 19.15 del 15 febbraio 2012.
 
Una versione che contraddice il racconto dell'armatore del peschereccio colpito, che ha sempre affermato che gli spari che uccisero due dei suoi pescatori furono esplosi alle 21.30. Non un particolare di poco conto che potrebbe riscrivere il destino dei fucilieri.

La mail - scrive Oggi - è stata spedita alle 19.15 (ora dell'India) e fa riferimento a un'aggressione operata da sei persone armate intorno alle 16. L'armatore del peschereccio S. Antony sul quale persero la vita i due pescatori, ha sempre raccontato che gli spari li colpirono alle 21.30 (sempre ora indiana). Il documento spedito a caldo dal comandante prova dunque che si tratta di due incidenti diversi. 

Fonte: Oggi →
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