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Sabato, 27 Novembre 2021

Nassiriya, la deputata commemora il kamikaze: "Vittima anche lui". Poi le scuse

Emanuela Corda, parlando della strage di Nassiriya, ha suscitato un vespaio di polemiche per la frase: "Nessuno ricorda il giovane marocchino che si suicidò per compiere quella strage..."

La deputata del Movimento Cinque Stelle Emanuela Corda, parlando della strage di Nassiriya, ha suscitato un vespaio di polemiche per la frase: "Nessuno ricorda il giovane marocchino che si suicidò per compiere quella strage...".

Nel corso della seduta alla Camera per commemorare la strage di Nassiriya nel decimo anniversario della strage, Emanuela Corda ha testualmente detto: "Tutti noi ricordiamo commossi i 19 italiani deceduti in quell’attacco kamikaze, e oggi siamo vicini ai loro familiari . A volte ricordiamo anche i 9 iracheni che lavoravano nella base italiana, ma non troppo spesso. Nessuno ricorda però il giovane marocchino che si suicidò per portare a compimento quella strage: quando si parla di lui, se ne parla solo come di un assassino, e non anche come di una vittima, perché anch’egli fu vittima oltre che carnefice".

Apriti cielo. La deputata ha comunque argomentato il suo pensiero: "Un’ideologia criminale lo aveva convinto che quella strage fosse un gesto eroico e lo aveva mandato a morire - ha detto riferendosi al kamikaze - E non è escluso che quel giovane, come tanti kamikaze islamici, fosse spinto dalla fame e dalla speranza che quel suo sacrificio sarebbe servito per far vivere meglio i suoi familiari, che spesso vengono risarciti per il sacrificio del loro caro . E se i nostri militari furono vittime, non furono solo vittime dell’ideologia terroristica, ma anche della politica occidentale: la politica dei nostri Governi, che spedirono e continuano a spedire i nostri ragazzi sui fronti di guerra, raccontando loro che è eroico occupare i territori di altri popoli col pretesto che si sta portando la pace, quando invece si fomentano talvolta le ideologie terroristiche, e tutti i drammi che ne conseguono".

Come racconta il Corriere, le reazioni non si sono fatte attendere:

Nel silenzio dell’Aula, forse a causa della sorpresa, soltanto Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia si alza e replica con rabbia: «I kamikaze erano assassini e basta». Ignazio La Russa poi commenta: "E’ vergognoso l’intervento in Aula della deputata 5 Stelle Emanuela Corda - ha detto La Russa - . Ancora piu’ grave il totale silenzio dell’Aula a queste ignobili parole”.

LE SCUSE - Oggi arrivano le scuse della deputata Corda: "Le vittime militari e civili morte a Nassiriya -ha affermato intervenendo nuovamente questa mattina durante l'esame del processo verbale della seduta di ieri- sono in cima ai miei pensieri e sono vicina ai familiari che si sono visti sottrarre padri, figli e mariti da quel terribile atto omicida e da quella sporca guerra".

"Mi ripugna l'idea stessa di trasformare il proprio corpo in un ordigno assassino, per dare la morte a se stesso e agli altri. Non ho fatto l'elogio del kamikaze, ma ho, al contrario, denunciato l'orribile ideologia che, sfruttando la disperazione e l'ignoranza, lo ha portato a trasformarsi in una bomba umana. Sono contro il fanatismo e nella mia idea di societa' laica e plurale non c'e' spazio per il fondamentalismo religioso. Se le mie parole hanno soltanto minimamente offeso i familiari delle vittime di Nassiriya chiedo scusa a loro, perche' questa non era in modo alcuno mia intenzione"

Fonte: Corriere della Sera →
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