Caso Emanuela Orlandi e quelle tombe vuote, il Vaticano: “Nessun giallo”

Il direttore editoriale dei media vaticani ribadisce: la decisione di aprire le tombe nel Cimitero Teutonico, trovate poi vuote, è stata presa in segno di vicinanza alla famiglia della ragazza scomparsa, ma non è stata certo "un'ammissione da parte vaticana di un possibile coinvolgimento nell'occultamento di un cadavere"

Esperti al lavoro sulle tombe nel Cimitero Teutonico in Vaticano (EPA/VATICAN MEDIA)

Dalla Santa Sede c'è stata la volontà "evidente" di prendere sul serio la richiesta della famiglia Orlandi. Lo ribadisce su Vatican News Andrea Tornielli, direttore editoriale dei media vaticani, secondo cui questa disponibilità sarebbe stata dimostrata ampiamente dalla "accuratezza delle indagini e dei rilievi tecnici", dalla "decisione di far svolgere il test sul Dna dei resti eventualmente ritrovati" e dalla "documentata professionalità con cui si sono svolte le operazioni sotto la guida del Promotore di Giustizia e il coordinamento del Corpo della Gendarmeria guidato da Domenico Giani".

Tale volontà, specifica Tornielli, è stata "messa in atto nonostante la richiesta sia stata originata da una segnalazione rimasta anonima, e sia stato pertanto impossibile alla magistratura vaticana verificarne previamente il grado di attendibilità". Tornielli ricorda che "com'è noto la magistratura vaticana ha acconsentito a svolgere questa attività investigativa per venire incontro al desiderio della famiglia di Emanuela Orlandi, la quindicenne figlia di un messo pontificio misteriosamente scomparsa nel centro di Roma nel giugno 1983", dopo che una segnalazione anonima aveva infatti indicato una delle vecchie tombe di quel cimitero come possibile luogo di sepoltura per i resti della giovane.

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"Vicinanza umana e cristiana agli Orlandi" ma "nessun giallo"

"La decisione di aprire entrambe le tombe, in presenza di un perito nominato dalla famiglia di Emanuela, operando secondo i più moderni e consolidati standard tecnici, ha rappresentato un segno di particolare attenzione e di vicinanza umana e cristiana agli Orlandi. Non certo - come è stato detto - un'ammissione da parte vaticana di un possibile coinvolgimento nell'occultamento di un cadavere".

Nessun giallo dietro al fatto che le tombe siano state trovate vuote, ribadisce poi Tornielli. "Il fatto che le due tombe fossero prive di resti ha innescato nuove domande circa la destinazione delle ossa delle due nobildonne scomparse due secoli fa. Ma cercare di spostare l'attenzione per tirare in ballo la Santa Sede anche a proposito del destino di quei resti è assolutamente fuorviante. Non si stavano svolgendo indagini sulle due principesse. Si stavano cercando i resti di una ragazza quindicenne scomparsa nel 1983. Vale dunque la pena ribadire innanzitutto che l'ipotesi investigativa presa in considerazione dal magistrato riguardava il possibile ritrovamento delle ossa di Emanuela Orlandi. Di questi resti non si è trovata traccia".

"Detto questo, - osserva ancora Tornielli - la magistratura vaticana ha stabilito di continuare degli accertamenti documentali riguardanti i lavori architettonici svolti nell'area cimiteriale e avvenuti in due fasi, l'ultima delle quali alla metà degli anni Sessanta con la costruzione del nuovo palazzo del Collegio Teutonico. Le tombe delle due principesse sono proprio a ridosso del muro portante di questa costruzione, e dunque è plausibile che scavando le fondamenta si siano svuotate dei resti ancora esistenti per spostarli altrove. Anche su questo è presumibile che possano vertere i prossimi accertamenti".

Fonte: Vatican News →

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