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Venerdì, 20 Maggio 2022

Enel contro Greenpeace: chiesti rimborsi economici e chiusure siti web

Il Fatto Quotidiano pubblica un approfondito articolo sulla battaglia legale intrapresa dall'Enel contro Greenpeace

Una montagna di soldi e la chiusura di siti web. Con queste richieste Enel ha trascinato davanti al giudice Greenpeace Italia per la campagna contro l’inquinamento da carbone che ha messo nel mirino le centrali dell’ex monopolio di Stato. In una citazione depositata la scorsa settimana al Tribunale di Roma Enel chiede al giudice di prendere provvedimenti urgenti per sospendere “l’attivismo di Greenpeace che è andato degenerando oltre la legittima manifestazione del pensiero e concretandosi in una aggressione di insusitata, ingiustificata e intollerabile violenza diffamatoria”. Tali da offendere decoro e immagine della società.

Il Fatto Quotidiano ci dà conto dell'azione legale intrapresa dall'Enel contro l'associazione ambientalista Greenpeace, e pubblica sul suo sito internet la contro-relazione dei legali di Greenpeace, che verrà sostenuta in aula a partire dall'udienza di martedì mattina.

Greenpeace ha già fatto sapere che non arretrerà di un millimetro: “Se pensano che ci faremo intimidire sbagliano – dice Onufrio – noi continuiamo aspettando ovviamente di sapere cosa dirà il giudice perché la causa inzia adesso, non finisce. Il giudice nel giro di qualche giorno prenderà misure di cautela, vederemo quali. Però questo non ci impedità di continuare, magari usando altri canali e strumenti. Nel caso faremo una strategia di contro attacco dove i contenuti saranno riproposti in altri modi, forme e canali. Ma sarà ancora più pesante”.
In queste ore i legali di Greenpeace Italia, Luca Gastini, Alessandro Gariglio e Giuseppe Rombolà, hanno chiuso una memoria difensiva che sarà presentata al giudice e che Il Fatto anticipa in anteprima. Il documento sovverte gli equilibri stessi della citazione di Enel. “Con la loro azione legale – sostiene Cariglio – i legali dell’azienda puntano il dito contro il linguaggio e i metodi degli attivisti e si guardano bene dall’entrare nel merito della vicenda. E’ un’occasione preziosa per rimettere in fila le cose perché il punto è e resta il danno che Enel produce all’ambiente e all’uomo e su questo impostiamo la nostra linea difensiva per far valere finalmente le nostre ragioni”.

 

Fonte: Il Fatto Quotidiano →
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