Lunedì, 27 Settembre 2021

"Aria pesante" per Enel: lascia la centrale termoelettrica di Porto Tolle

Enel abbandona il progetto di trasformare la vecchia centrale in provincia di Rovigo in un grande impianto industriale. In realtà i consumi elettrici sono precipitati e le fonti rinnovabili hanno già spento altri impianti

Lo stabilimento era chiuso da cinque anni e Enel avrebbe dovuto riaprirlo e riconvertirlo. Ma in un comunicato ufficiale, l'azienda ha reso pubbliche le sue intenzioni per il futuro dell'ex centrale termoelettrica di Porto Tolle, in provincia di Rovigo, proprio sul delta del Po:
 

A fronte dell'evidente cambiamento del contesto energetico e della differente dinamica tra domanda e offerta di energia avvenuti negli ultimi dieci anni, tanto è durato l'iter autorizzativo per la riconversione della centrale di Porto Tolle, nuove alternative devono essere esaminate per l'impianto polesano alimentato a olio combustibile

Niente riconversione quindi anche a causa del calo dei consumi elettrici, precipitati anche a causa dello sviluppo di fonti rinnovabili. Il 40% di quest'energia proviene adesso dal green e molte centrali sono state spente.

Adesso ci sarà da affrontare una questione in sospeso: quella dei lavoratori dell'impianto ma intanto l'azienda ha voluto rassicurare, dicendo che "una soluzione sarà trovata".

Intanto Legambiente e Wwf ha dichiarato congiuntamente di puntare sulle rinnovabili e all'occupazione. Mentre Greenpeace parla di "un passo chiaro nella direzione della progressiva riduzione delle emissioni di CO2". Intransigente invece si mostra il governatore del Veneto, Luca Zaia: "Il Polesine non merita una delusione così forte e l'Enel non pensi di cavarsela a buon mercato.

Fonte: ilsole24ore.it →
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