Lunedì, 14 Giugno 2021

Ennio Doris: "In ginocchio al telefono, così Silvio entrò in politica"

Il banchiere veneto ricostruisce la propria carriera e come questa si è intrecciata con quella di Berlusconi, rivelando retroscena sulla sua famosa "discesa in campo"

Quando nel 1994 Silvio Berlusconi entrò in politica, il fidato Ennio Doris era “contrarissimo”. Lo ricorda oggi in un’intervista di Salvatore Merlo sul Foglio. “Pensavo fosse una follia. E mi sbagliavo”, racconta oggi il banchiere, rievocando anche un episodio significativo per capire la mossa a sorpresa del Cavaliere, un “aneddoto che spiega tutto”. 

“Arcore, 1981 circa. Eravamo tutti a casa di Silvio, ambiente rilassato, scherzoso, come al solito. Berlusconi è seduto a capotavola e ha fatto mettere un telefono alle sue spalle, su una consolle, e dà ordine di passare a quel telefono solo una specifica - e a noi commensali ignota - chiamata. A un certo punto il telefono squilla. Sospensivo imbarazzo. Berlusconi letteralmente si cala dalla sedia, si mette in ginocchio, e così strisciando con le gambe sul pavimento, raggiunge con fare teatrale il telefono. Da quella posizione ci lancia uno sguardo di recitato dolore, un'intensa espressione di implorazione e di sconforto. Poi finalmente solleva la cornetta mentre noi ridiamo tutti per la scenetta. E sa chi era al telefono? Bettino Craxi. Quella sera Berlusconi mi spiegò che per non chiudere doveva fare il giullare dei politici. Disse proprio così, il giullare dei politici. Attenzione, per non chiudere. Non per ottenere chissà quali vantaggi. Ecco, lui è entrato in politica perché non voleva più essere il giullare di nessuno”.

Grazie al celebre decreto Craxi sulla televisione, le reti Fininvest poterono continuare la loro attività. La decisione dei tre pretori che avevano chiuso le trasmissioni di Berlusconi in Piemonte, Marche e Lazio “era una fucilazione prima del processo, che avrebbe dovuto stabilire se quel sistema di trasmissioni regionali violava la legge o meno. Craxi fece un decreto che permetteva alla tv Fininvest, in attesa del processo, di trasmettere”, come sostiene Ennio Doris.

Il banchiere ha ricordato anche il suo incontro con il Cavaliere:

"Ero a Portofino, a fare una passeggiata con mia moglie, ero stato a Genova per lavoro. Quando in piazzetta, a un certo punto, vedo Silvio Berlusconi, l'imprenditore di cui avevo letto un'intervista su Capital" ... "mi fece parlare e poi mi fissò un appuntamento. Così un pomeriggio arrivai ad Arcore, gli portai un fascicolo di centinaia di fogli, in cui si dimostravano tutti i soldi che facevo con la Dival, vendendo fondi d'investimento. Dissi al Cavaliere che si poteva fare molto di più con un istituto, che oltre i fondi, vendesse anche le assicurazioni. Come accadeva all'estero. E inoltre gli spiegai che questa rete commerciale avrebbe anche potuto piazzare gli immobili che a quel tempo Berlusconi costruiva, a Milano2, a Milano3" ... "Diventammo soci al 50 per cento. Ci mettemmo 250 milioni a testa. Qualche sera dopo Silvio mi invitò a teatro Manzoni, che aveva comprato da poco. Quella sera recitava Veronica Lario".

Fonte: Il Foglio →
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