Sabato, 25 Settembre 2021

La Cassazione: "L'eutanasia è un omicidio, nessuna attenuante"

La Suprema Corte ha confermato la condanna per omicidio aggravato per un uomo che aveva praticato l'eutanasia alla moglie, malata da tempo. In Italia si registrano ancora molte divisioni sul tema, dice la Cassazione

Immagine di repertorio

Niente attenuanti per chi procura la "dolce morte" a un familiare malato. A stabilirlo è la Prima seziona penale della Cassazione, che si è pronunciata in merito a una condanna, confermata, per omicidio aggravato a 9 anni e 4 mesi di reclusione per un mormone americano residente ad Alessandria.

L'uomo, come ricostruisce l'agenzia AdnKronos citando la sentenza della Corte Suprema, nel novembre 2012 si presentò alla locale stazione dei carabinieri affermando di avere ucciso la moglie dieci giorni prima, con "un unico colpo inferto al fianco sinistro, all'altezza del polmone, mediante un coltello da cucina, dopo che una pesante dose di sedativo "Lexotan) da lui somministratale, non aveva conseguito effetto letale". La donna era "affetta da almeno dieci anni da una grave forma di artrite reumatoide", che negli ultimi tempi che l'aveva costretta a letto. Il marito spiegò di aver agito "per finalità altuistica", per porre fine alle sofferenze della donna.

La Cassazione ha bocciato il ricorso dell'uomo, che a suo dire aveva agito "per motivi di particolare valore sociale", evidenziando come sul tema dell'eutanasia in Italia si registrino ancora molte divisioni, perché "non ricorre la generale valutazione positiva da un punto di vista etico-morale, condizionante la qualificazione del motivo come 'di particolare valore morale e sociale".

Fonte: Adnkronos →
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