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Mercoledì, 8 Dicembre 2021

Dieci figli e niente televisione, la ricetta della famiglia Bruzzone: "Siamo felici"

Lunedì mattina alle 4 è nato il decimo figlio della famiglia Bruzzone, in Liguria. Ogni giorno consumano tre litri di latte per colazione, un chilo di carne per la cena, due chili di pane

L'hanno già definita la "famiglia felice". Cristina, 48 anni, genovese di Sestri Ponente, vive con i suoi cari a Sassello, 2 mila abitanti in provincia di Savona.

Lunedì mattina alle 4 ha dato alla luce Davide, il decimo figlio. Sì, avete letto bene: decimo figlio.

Sono i Bruzzone, la super famiglia del Savonese. Alessandra Pieracci sulla Stampa li ha incontrati: "Intorno alla culla ci sono tutti: il papà Andrea Bruzzone, 53 anni, direttore dell’agenzia Carige di Varazze, e gli altri figli nati tra il 1995, nove mesi dopo il matrimonio, e appunto il 2007".

E potrebbero decidere di non fermarsi ancora: "Non abbiamo mai programmato nulla, fin da quando ci siamo sposati. Avremmo accettato quello che il buon Dio ci avrebbe dato. Ne manca uno per fare una squadra di calcio da 11 - dice Guglielmo, 18 anni, ultimo anno del liceo classico e l’intenzione di iscriversi alla facoltà di Medicina per diventare non ginecologo ma forse pediatra -. Ma se giochiamo a 5 possiamo già contare su parecchie riserve".  

«Siamo molto devoti alla madre di Gesù», dice il papà, che sotto la polo lilla porta al collo il rosario. «Siamo andati cinque o sei volte tutti insieme a Medjugorje ed eravamo al santuario della Madonna della Guardia in occasione della visita di Papa Benedetto XVI».

I figli dicono: "L’estate scorsa non abbiamo fatto altro che mangiare pomodori". "Ma l’orto ci fa comunque risparmiare un po’", spiega la mamma, che non ha aiuti né per i lavori domestici né per i bambini". La spesa la fanno ogni due settimane al discount: "Compriamo la carne all’agriturismo e poi la teniamo nel congelatore":

Ogni giorno si consumano tre litri di latte per colazione, un chilo di carne per la cena, due chili di pane. Per non parlare di pasta, olio, zucchero. Sette camere da letto, i figli più grandi da soli e gli altri in due per stanza, una grande sala da pranzo-salotto con due tavoli uniti ad angolo per ritrovarsi tutti la sera. «A mezzogiorno i più piccoli restano a scuola, grazie al tempo pieno».  C’è un enorme divano per stare insieme, ma niente tv. «Quando si è rotta quella vecchia, abbiamo pensato di risparmiare quella cifra per altro», dice la mamma.

Nessun sacrificio, dicono. Ma qualche rinuncia sì, senza problemi: "Certamente non ci sogniamo di chiedere l’iPhone 5", dice la figlia Maddalena. 

Fonte: La Stampa →
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