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Mercoledì, 17 Aprile 2024

Prende un farmaco, diventa malato per il gioco e perde 300mila euro

Condannata l'Asl per non averlo avvertito degli effetti collaterali legati al farmaco

A settant'anni la vita di Paolo Chisci, un passato da contabile e amministratore di condomini, è cambiata: lui che non aveva mai giocato neanche a tombola, era diventato improvvisamente preda del vizio del gioco. In tre anni, Chisci ha "bruciato" trecentomila euro, i risparmi di tutta una vita, giocando alle slot e ai gratta e vinci. Una sentenza del tribunale chiarisce cosa è successo.

Come spiega il quotidiano Il Tirreno, Chisci "è diventato un malato di gioco per l’effetto collaterale di un farmaco, il Mirapexin, utilizzato per rallentare i sintomi del morbo di Parkinson". La Corte d'appello di Firenze ha dato ragione a Chisci: "i medici dell’Asl Versilia ai i quali si è rivolto nel 2005 perché affetto dal morbo di Parkinson avrebbero dovuto informarlo", scrive Il Tirreno.

Il tribunale ha concesso al momento solo il risarcimento per il mancato consenso informato, condannando l'Asl della Versilia anche a risarcire le  spese legali (tremila euro ciascuna) alle case farmaceutiche Boeringher e Eli Lilly, perché secondo i magistrati era compiti dei medici fornire le informazioni al paziente.

La sentenza è arrivata alla fine di una battaglia legale durata 4 anni, dopo che nel primo grado di giudizio la richiesta di risarcimento era stata bocciata dal tribunale di Viareggio. Quelle compresse avrebbero dovuto aiutare Chisci e invece gli hanno rovinato la vita. 

Fonte: Il Tirreno →
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