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Mercoledì, 19 Gennaio 2022

"Vuoi diventare una Femen italiana? Metti una foto in topless su Facebook"

Il Corriere della Sera intervista Mary, referente italiana del gruppo femminista, noto per le sue proteste a seno nudo, Femen, e altre ragazze del movimento nel nostro paese

Vuoi diventare una Femen? «Comincia a mettere una tua foto in topless su Facebook». La ragione? «Così capti la reazione dei tuoi amici. Le tue immagini durante una protesta saranno pubbliche. Almeno ti rendi subito conto di quello che ti aspetta». Questo, è un primo passo, di un lungo percorso, per diventare attivista. Anche in Italia.

Il Corriere della Sera intervista Mary, referente italiana del gruppo femminista, noto per le sue proteste a seno nudo, Femen, e altre ragazze del movimento nel nostro paese.

Per le iniziative a San Pietro e contro Berlusconi «non ci sentivamo ancora pronte e le hanno portate avanti le ragazze di Kiev e di Parigi». Così organizzano workshop. Laboratori teorici e allenamenti fisici. «Bisogna essere preparate quando si viene bloccate dalla polizia. Tante volte siamo sbattute a terra. E magari capita che qualcuno ci picchi». Poi c'è una questione legale. «Qui in Italia rischiamo una condanna dai 2 ai 7 anni. A pesare, oltre a manifestazione non autorizzata e resistenza a pubblico ufficiale, c'è il reato di atti osceni in luogo pubblico».

Quali le priorità di Femen Italia?

Per le Femen italiane «le vere emergenze sono il femminicidio e la violenza». Per questo si stanno concentrando proprio su questo problema. E spiegano: «Una ragazza che ha subito violenza ci ha scritto raccontandoci come la nostra protesta l’abbia fatta reagire: il nostro nudo rivendicativo è diverso da quello che le è stato imposto contro la sua volontà, con violenza». Dunque nessuna marcia indietro.

Chi sono le ragazze che vogliono entrare nel gruppo?

Ma chi sono le attiviste italiane? «Tutte giovani, studentesse che hanno viaggiato e vissuto all'estero». Hanno sentito parlare del movimento di Kiev e «ne condividono modalità, linguaggio ed energia». Nei mesi scorsi le attiviste italiane hanno ricevuto centinaia di adesioni, anche da minorenni. «Bisogna valutare se le ragazze sono pronte a esporsi con il seno nudo». Per il momento sono una trentina di militanti in tutta Italia. «Stiamo organizzando la prima Slut Walk italiana». Quella sarà la prima uscita pubblica. «Da quel momento in poi saremo pronte».

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Fonte: Corriere.it →
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