Martedì, 22 Giugno 2021

L'azienda che vieta ai dipendenti di usare lo smartphone: "Sono fonte di contagio"

La decisione della Ferrarini è dovuta a questioni di sicurezza sanitaria, ma fa discutere. E qualche lavoratore si è già rivolto ai sindacati

L'immagine è tratta dalla Gazzetta di Reggio

Molti dipendenti non hanno gradito, ma il gruppo va dritto per la sua strada (con l'obiettivo di proteggere la salute dei lavoratori, spiegano). L'azienda reggiana di prosciutti Ferrarini ha imposto da lunedì ai suoi dipendenti dello stabilimento di Rivaltella il divieto di utilizzare i telefonini in azienda, invitandoli a lasciarli fuori dallìimpianto, in auto o addirittura a casa. Come mai? La decisione è dovuta a questioni di sicurezza sanitaria. 

"La scelta è dettata da motivi igienici e sanitari - spiega al Resto del Carlino la responsabile del personale dell’azienda Anna Giovanelli - e ha trovato d’accordo la maggioranza sindacale Rsu. I telefonini sono fonte di contagio. In reparto ci sono 150 persone e non è che possiamo controllarle tutte. Siamo riusciti a non avere nessun caso di Covid nemmeno durante il lockdown, non è questo il momento di abbassare la guardia. Anche se si ha il telefono in tasca, con la vibrazione, il rischio di distrarsi è alto. Da noi c'è chi lavora con dei coltelli in mano. Nel nostro stesso stabilimento di Parma la restrizione sui telefoni c'è sempre stata». 

Qualcuno si è già rivolto ai sindacati, e proprio dai sindacati arriverebbe una controproposta: poter usare il telefono solo durante la pausa per poi igienizzarsi le mani prima di tornare sul posto di lavoro. La decisione, come riportato dalla Gazzetta di Reggio, è stata comunicata lunedì dalla Ferrarini ed è "in vigore" sin da subito.

L’uso del cellulare personale durante l’orario di lavoro è argomento da tempo dibattuto nelle realtà aziendali, sul quale la Cassazione ha messo punti fermi legittimando i datori di lavoro a vietarne l’utilizzo in funzione del rischio che i dipendenti sottraggano tempo alla propria occupazione

L'azienda annuncia provvedimenti disciplinari per coloro che non rispetteranno il divieto: l'auspicio è che si arrivi a un accordo e a una stretta di mano tra le parti. In fondo c'è di mezzo la sicurezza di tutti.

Fonte: La Gazzetta di Reggio →
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