Mercoledì, 3 Marzo 2021
Caccamo (Palermo) / Palermo

Roberta Siragusa: le indagini sulla Fiat Punto del fidanzato Pietro Morreale (che non risponde neppure al gip)

Il ragazzo indagato è rimasto in silenzio anche durante l'udienza di convalida del fermo. La sua auto ai raggi X

L'indagato, Pietro Morreale

Non ha risposto neppure al giudice per le indagini preliminari. Pietro Morreale, il ragazzo di 19 anni accusato di aver ucciso e poi in parte bruciato a Caccamo (in provincia di Palermo) il corpo della fidanzata di appena 17 anni, Roberta Siragusa, si è avvalso della facoltà di non rispondere davanti al gip di Termini Imerese, Angela Lo Piparo. Nelle prossime ore il giudice deciderà se convalidare o meno il fermo emesso dal procuratore Ambrogio Cartosio e dal sostituto Giuseppe Barbara e se applicare la custodia cautelare in carcere, come richiesto dai pm.

Le indagini sull'omicidio di Roberta SIragusa

PalermoToday fa il punto sulle indagini. I carabinieri stanno cercando di ricostruire con precisione cosa sia accaduto a Caccamo, nella notte tra sabato e domenica scorsi, dopo che Morreale e la vittima avevano trascorso la serata con alcuni amici in una villa. Gli inquirenti hanno sequestrato la Fiat Punto dell'indagato, alla ricerca di tracce, anche non visibili ad occhio nudo: Roberta Siragusa sarebbe stata uccisa lì? Il suo corpo sarebbe stato trasportato da Morreale nel mezzo?

fiat punto auto pietro morreale omicidio caccamo-2

Il Reparto investigazioni scientifiche ieri ha fatto un sopralluogo nel campo sportivo del paese, all'interno del quale sono stati sequestrati alcuni reperti sui quali compiere analisi più approfondite. L'impianto, invece, non risulta essere sotto sequestro. Una delle ipotesi che si è fatta strada nelle ultime ore è che la ragazza possa essere stata uccisa in un luogo diverso rispetto a quello in cui Morreale ha fatto ritrovare il suo cadavere, ovvero in un dirupo lungo il costone del Monte San Calogero. Secondo l'ipotesi della Procura, Morreale dovrebbe aver agito da solo: non sono infatti emersi per il momento possibili complici.

L'autopsia sul corpo di Roberta Siragusa

L'indagato, che aveva detto soltanto "non l'ho uccisa io", ha riferito agli investigatori - prima di essere sentito dai pm - che quella notte avrebbe litigato con la fidanzata e che lei si sarebbe cosparsa di benzina e data fuoco. Lui avrebbe addirittura cercato di salvarla. Di questa lite, però, non avrebbe mai parlato alla famiglia della vittima, alla quale la mattina successiva al delitto aveva invece raccontato di aver riaccompagnato la ragazza a casa intorno alle 2.10. Non solo. Morreale non ha mai riferito di essere andato una seconda volta quella notte lungo la strada sterrata del Monte San Calogero, dato che invece è stato immortalato da una telecamera di sorveglianza. Nei prossimi giorni sarà eseguita anche l'autopsia sul corpo di Roberta Siragusa che potrà fornire elementi utili per l'indagine. I segni trovati sul cadavere sarebbero infatti incompatibili con una morte per combustione. Né sono state trovate tracce compatibili con un incendio nel dirupo dov'era il corpo.
 

Fonte: PalermoToday →
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