Martedì, 9 Marzo 2021
Reggio Emilia

“Mia figlia ricorderà la scuola come il luogo dove ha contratto il virus”

La denuncia di un papà dopo che la figlia è risultata positiva al coronavirus “a seguito di un contagio avvenuto con ogni evidenza in ambiente scolastico”

Immagine di repertorio Ansa

Il padre di una studentessa di una scuola secondaria inferiore di Reggio Emilia ha scritto una lettera alla Gazzetta di Reggio dopo che la figlia è risultata positiva al coronavirus “a seguito di contagio avvenuto con ogni evidenza in ambiente scolastico”. 

“I casi di contagio nelle scuole sono di gran lunga maggiori di quello che la comunicazione ufficiale propaganda; i tempi per il tracciamento sono assolutamente inadeguati”, denuncia il padre di Valentina.

Secondo il suo racconto, la dirigenza della scuola ha segnalato in due circostanze l’esistenza di casi positivi: “una prima volta genericamente nella scuola e una seconda direttamente in classe di mia figlia”. Tuttavia, denuncia, “attenendosi alle disposizioni normative ha lasciato alla discrezione delle famiglie la gestione dei propri figli, non fornendo ulteriori indicazioni se non quelle relative alla continuazione della didattica in presenza!”. 

Per senso di "cosciente responsabilità", i genitori di Valentina hanno fatto in modo che la ragazza, in attesa del tampone, evitasse di entrare in contatto diretto con altre persone in tutto il percorrso incorso fino ad oggi, all'infuori dei compagni di classe. "La madre aveva richiesto il ricorso alla didattica a distanza, proprio per consentire alla ragazza di continuare ad esercitare un qualche, seppur approssimativo, diritto allo studio, senza per questo mettere a rischio la propria ed altrui incolumità. Ma il buon senso si scontra sempre con la rigidità degli automatismi normativi. Solo oggi l’intera classe è stata messa in DID!”.

Nella sua lettera il genitore tuona contro quello che secondo lui non è stato fatto finora per garantire “la salute di ragazzi in maniera sostanziale e non con un’articolazione di facciata” che si è poi rivelata “se non puramente formale, quantomeno del tutto inadeguata". 

Mia figlia ricorderà per sempre la scuola come il luogo dove ha contratto il virus, un virus che potrebbe danneggiare i suoi familiari, e non come il luogo più sicuro a tutela della sua incolumità, come impunemente ci si è affannati fino all’ultimo a dichiarare, pur di venire incontro alle ansie delle famiglie incapaci di gestire l’immatura mancanza di autonomia dei figli

Fonte: Gazzetta di Reggio Emilia →
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