"Mio figlio autistico promosso senza esame, la scuola ha voluto allontanarlo"

Il caso in provincia di Torino. La denuncia di una mamma, riportata da La Repubblica

Foto archivio Ansa

"Lo hanno promosso senza avergli fatto sostenere l'esame di terza media e dichiarato idoneo al liceo pur di allontanarlo dalla scuola": a denunciare il caso è la mamma di un 15enne autistico che secondo la donna sarebbe stato discriminato da una scuola media della provincia torinese. La donna si è rivolta all'Anffas di Torino, associazione a tutela dei diritti delle persone con disabilità intellettiva e/o relazionale e dei familiari.

E' il quotidiano La Repubblica, in un articolo a firma di Federica Cravero, a parlare del "caso". "Mio figlio - denuncia la mamma del ragazzo - non sa leggere e non sa scrivere. Mi sono sempre prodigata con numerose terapie affinché la sua situazione migliorasse. Ma arrivato in terza media ci siamo accorti che non era pronto per fare il salto successivo al liceo. Così ho chiesto al dirigente scolastico dell'istituto che venisse fermato un altro anno alle medie perché rimanere in un ambiente conosciuto, circondato da volti noti, è una condizione fondamentale per il benessere psicofisico del ragazzo. In un primo momento hanno accettato, poi qualcosa è andato storto".

Nel giorno dell'esame scritto di terza media, la scuola avrebbe chiamato la mamma chiedendole come mai suo figlio non si fosse presentato: "Il preside ha deciso di promuoverlo lo stesso. E' stato ritenuto idoneo a frequentare il liceo. Ha cambiato scuola e il nuovo istituto, non essendo stato avvertito per tempo, non ha potuto neppure garantirgli il percorso di inserimento graduale".

"Persone come questo ragazzo hanno bisogno di stabilità e di essere seguite - aggiunge Giancarlo D'Errico, presidente Anffas Torino - se nemmeno la scuola è in grado di garantire e comprendere questi bisogni allora si pone un grosso problema. Nel caso di questo ragazzo - prosegue D'Errico - indietro non si può tornare, ma la domanda che si pone è: il preside della scuola è sicuro di aver scelto considerando il bene della persona o ha adottato un comportamento discriminatorio? Andremo a fondo alla questione, anche rivolgendoci all'Ufficio scolastico Regionale", conclude D'Errico.

Fonte: Repubblica.it →

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