Martedì, 28 Settembre 2021

Il Comune gli nega gli aiuti: mamma costretta a portare il figlio disabile per le scale

Arriva dalla Scozia il grido d'aiuto dei coniugi Robertson, costretti a portare in braccio il figlio disabile di 7 anni, non autosufficiente e costretto sulla sedia a rotelle

Mary Rogerson mentre porta in braccio il figlio Reece (Foto da Facebook)

Nonostante il figlio sia disabile e non autosufficiente, la mamma è costretta a portarlo sulle sue spalle per le rampe di scale del palazzo in cui vivono, in quanto il Comune non le ha concesso i finanziamenti per rendere la sua abitazione accessibile ai disabili. Una storia assurda che ha come protagonisti Gary e Mary Rogerson, genitori di Reece, un bambino di 7 anni con una paralisi cerebrale e una carenza di idrocortisone che colpisce gli ormoni fondamentali per la sua salute generale. Il piccolo non può camminare, ha bisogno di assistenza 24 ore su 24, ed essendo su una sedia a rotelle, per salire ai piani superiori deve per forza essere preso in braccio dai suoi genitori. 

Come racconta lo Scottish Sun, la famiglia Robertson, che oltre alla coppia e al piccolo Reece, è composta da altri due figli, Courtney e Raith, rispettivamente 15 e 16 anni, è convinta che il Comune di North Lanarkshire, in Scozia, abbia deluso le loro aspettative e quelle del giovane, che sperava in una sentenza favorevole per migliorare la sua vita e quella dei suoi cari. L'amministrazione si offerta di pagare soltanto 6mila sterline per alcuni lavori di ristrutturazione e l'installazione di un montascale. Ma per i Rogerson questo non è abbastanza visto che, a loro dire, hanno già speso oltre 20mila sterline soltanto per garantire a Reece di entrare ed uscire di casa.

La coppia ha raccontato al quotidiano scozzese tutte le vicissitudini che hanno dovuto affrontare negli ultimi anni. Tutto è iniziato nel 1999, quando i coniugi hanno comprato la casa dove abitano adesso, ma dopo la nascita di Reece tutto è cambiato.

“Non sapevamo che sarebbe nato così – hanno spiegato i Robertson allo Scottish Sun – e visto che la casa non andava bene per le sue esigenze, siamo andati in affitto in un'altra casa per effettuare i lavori di ristrutturazione necessari”. 

Come spesso succede, i lavori hanno subìto numerosi ritardi e con l'affitto da pagare, il mutuo e le tasse su una casa disabitata, la famiglia si è ben presto trovata sull'orlo del baratro, costretta a tornare nella loro abitazione, 'ostica' per i problemi di Reece. Secondo la famiglia, il Comune avrebbe dovuto sostenere tutte le spese per la ristrutturazione, ma le cose non sono andate così. I Robertson hanno sempre chiesto una casa adeguata alle loro esigenze o un aiuto economico che non si limiti all'acquisto di un montascale ma, almeno fino a questo momento, le loro richieste sono rimaste inascoltate.

Fonte: The Scottish Sun →
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