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Domenica, 23 Gennaio 2022

Poletti, bufera sul figlio: "Il suo giornale ha preso mezzo milione di contributi pubblici"

Dopo le parole del ministro sui "cervelli in fuga" fioriscono le polemiche. Come cooperativa editoriale, il giornale di Poletti jr ha ottenuto i contributi pubblici all'editoria. Parecchi: 191mila euro nel 2015, 197mila nel 2014, e 133mila nel 2013: l'articolo del Giornale

E' ancora bufera sul ministro Poletti. Se 100mila giovani se ne sono andati dall'Italia, "non è che qui sono rimasti 60 milioni di 'pistola'". L'ultima uscita del ministro del Lavoro ha toccato un tema scottante. "Bisogna correggere un'opinione secondo cui quelli che se ne vanno sono sempre i migliori. Se ne vanno 100mila, ce ne sono 60 milioni qui: sarebbe a dire che i 100mila bravi e intelligenti se ne sono andati e quelli che sono rimasti qui sono tutti dei 'pistola'. Permettetemi di contestare questa tesi". E aveva poi aggiunto: "Conosco gente che è andata via e che è bene che stia dove è andata, perché sicuramente questo Paese non soffrirà a non averli più fra i piedi"

Alcuni quotidiani si sono interessati di rimando alle vicende lavorative di uno dei due figli del ministro, Manuel Poletti.

La sua carriera finisce sotto la lente d'ingrandimento del Giornale.

Manuel Poletti è stato preso dall'Unità come corrispondente da Imola, poi fa il grande salto nel mondo delle coop rosse, guidando alcuni settimanali locali controllati da cooperative associate a Legacoop, l'associazione che proprio suo padre ha presieduto dal 2002 al 2014.

Oggi Poletti jr è presidente di Media Romagna soc.coop., una cooperativa che fa parte di LegaCoop Romagna. La coop del figlio del ministro si occupa di comunicazione, ed edita un giornale di cui è direttore lo stesso Manuel Poletti, SetteSereQui, nato dalla fusione di tre precedenti testate della provincia di Ravenna. 

Come cooperativa editoriale, il giornale di Poletti jr ha ottenuto i contributi pubblici all'editoria. Parecchi: 191mila euro nel 2015, 197mila nel 2014, e 133mila nel 2013.

Circa mezzo milione di euro.

Carlo Tecce del Fatto chiede a Manuel Poletti della sua laurea:

“Prendere una laurea con 110 e lode a 28 anni non serve a un fico, è meglio prendere 97 a 21”, sempre il ministro. 
È una notizia vecchia e ne condivido il significato di fondo.

Traduca. 
Che non sempre la laurea con il massimo dei voti assicura la qualità del lavoratore. Non è scontato, almeno.

Manuel, lei ha una laurea? 
No, mi mancano pochi esami. Ho 42 anni,mi sono dedicato prima al lavoro e alla famiglia. Ho una bambina. E sono giornalista professionista da cinque anni

Fonte: Il Giornale →
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