Domenica, 7 Marzo 2021

A chi conviene la "flat fax" proposta da Lega e M5S

La tassa unica non è davvero "piatta": l'operazione pensata da Lega e 5 stelle costa 50 miliardi e rischia di scontentare molti italiani

La flat fax proposta da Lega e M5S premia i redditi tra i 40 e i 60 mila euro. Lo scrive il Sole 24 Ore, secondo cui resta da sciogliere il nodo dei costi di un'operazione simile che dovrebbe aggirarsi intorno ai 50 miliardi. 

Due aliquote e quattro scaglioni di fatto con il gioco delle deduzioni, sono tanti per una flat tax vera e propria, scrive il quotidiano finanziario, perché la tassa è davvero 'piatta' se l'aliquota è unica.

Il meccanismo che gli 'sherpa' di Lega e M5s stanno elaborando prova a mettere insieme due esigenze politiche: il maxi-taglio fiscale con semplificazione del sistema che ha animato il programma economico del Carroccio, e la difesa della 'progressività' posta come condizione dai 5 Stelle.

Due aliquote al 15 e 20 per cento

L'idea alla base della proposta lega 5 stelle è quella di dividere i contribuenti Irpef in due gruppi:

  • quelli con reddito famigliare fino a 8o mila euro, cui applicare l'aliquota del 15%, ulteriormente diviso in tre dal meccanismo delle deduzioni fisse da tremila euro: scatterebbero per ogni componente nelle famiglie con redditi fino a 35 mila euro e sarebbero limitate ai famigliari a carico fra 35 e 50 mila, per scomparire nella fascia successiva.
  • e quelli più "ricchi", per i quali la richiesta sale con un'aliquota al 20%.

Chi pagherà meno tasse

Con questa impostazione, i tagli più generosi arriverebbero ai contribuenti con un reddito famigliare da 40 o 60 mila euro: due milioni di italiani, il 15% dei contribuenti totali.

Maxi-tagli sulle tasse anche ai redditi più elevati, mentre le cose si complicano per le fasce più basse, dove è forte il peso delle detrazioni attuali che sarebbero sostituite dalla riforma.

Più della metà delle famiglie rischiano di pagare più tasse

Un single con reddito 15 mila euro di reddito all'anno, per esempio, si vedrebbe ridurre l'imposta statale solo del 5%, e con lo stesso reddito una famiglia andrebbe addirittura a pagare più tasse di oggi. Il problema non è da poco, in termini di equità: nella piramide dei redditi italiani sono oltre 18 milioni, cioè il 44,9% del totale, i contribuenti che non dichiarano più di 15 mila euro.

La rivoluzione nell'Irpef

Ma, scrive il Sole, la differenza fondamentale tra il sistema attuale e quello ipotizzato è un'altra

Oggi per l'Irpef ogni contribuente è un atomo isolato, e la famiglia si manifesta solo sotto forma di sconti per il coniuge o per i figli a carico, con uno sconto maggiore quando i figli hanno meno di tre anni. La riforma, invece, punta tutto sul 'reddito famigliare', cioè sulla somma delle entrate dei componenti, e della famiglia si occupa anche con le deduzioni da tre mila euro. 

Fonte: Sole 24 Ore →
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