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Mercoledì, 25 Maggio 2022

Fondi sottratti al Viminale: l'inchiesta punta ora sulla Rai

Le rivelazioni sull'inchiesta sul settimanale L'Espresso

L'inchiesta sul prefetto Franco La Motta, ex numero due dei servizi segreti, già accusato di avere sottratto dieci milioni dal Viminale, adesso punta sulla Rai. 
Secondo quanto rivela l'Espresso in un'anticipazione dell'articolo che sarà domani in edicola, La Motta sarebbe intervenuto per sostenere le attività cinematografiche del cugino Eduardo Tartaglia, broker napoletano che avrebbe anche riciclato soldi di camorra e di grandi evasori fiscali. 

La notizia appresa e rilanciata dall'Espresso ha come fonte lo stesso Tartaglia e quanto rivelato da questi davanti ai pm di Napoli. "Avevo interesse che Francesco La Motta mi introducesse in alcuni ambienti che per me erano utili per le attività di produzione che svolgevo" si potrà leggere domani.

"A dicembre del 2011 Tartaglia e La Motta - scrive il settimanale - discutono al telefono dei regali da fare a politici e uomini della Rai. Parlano di una cena con Alessio Gorla, all'epoca consigliere della tv pubblica e dei doni da lasciare a lui e alla moglie Daniela. Poi pensano anche ai regali per i 'capoccioni': Fabrizio Del Noce, Mauro Mazza, Lorenza Lei e Antonio Marano. Tra febbraio e aprile del 2012 il prefetto e suo cugino si muovono per incontrare dirigenti Rai, politici e persino Gianni Letta. Negli atti si cita pure un regalo che Tartaglia compra per la fidanzata del figlio di La Motta, l'ex annunciatrice ed eurodeputata berlusconiana Barbara Matera omaggiata con collana di Hermes".

Tartaglia - afferma ancora L'Espresso - voleva anche coinvolgere il portiere della Juventus in un'operazione in Australia da un milione di euro, poi sfumata per i dubbi proprio di Buffon.

Fonte: L'Espresso →
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