Mercoledì, 27 Ottobre 2021

Palermo piange le vittime del fango, l'urlo del papà sopravvissuto: "Mi fa male il cuore"

La città di Palermo si stringe a Giuseppe Giordano e a Luca Rughoo superstiti della tragedia di Casteldaccia. Nessun esponente del Governo ai funerali delle nove vittime dell'alluvione

Nessun esponente del Governo ai funerali delle nove vittime dell'alluvione in una villetta a Casteldaccia. Filtra rabbia dai parenti delle vittime palermitane dell'ondata di maltempo: "Siamo stati abbandonati..." Un funerale di popolo e un fiume di gente che indossano occhiali scuri e affidano a una t-shirt le parole che non hanno. "Vicini al vostro dolore".

Un modo per essere vicini a Giuseppe Giordano, l’unico superstite che ha perso la mamma e il papà, i fratelli, il nipotino, la moglie e i suoi due figli solo perché aggrappato a un albero. Ma anche a Luca Rughoo, il cognato scampato per miracolo insieme a sua figlia e a una terza figlia. Migliaia di persone hanno partecipato alle esequie di nonno Antonino Giordano, accanto a sua moglie Matilde e ai due figli Marco, 32 anni e Monia, 40, il piccolo Francesco, 3 anni appena, morto insieme alla mamma. 

Sulla piccola bara bianca è adagiato un piccolo leone di peluche e la maglia della sua squadra del cuore. Accanto le bare dei cuginetti, quella di Rachele, la più giovane vittima di questa tragedia, e Federico, il ragazzino eroe che fino all’ultimo, da bravo fratello maggiore, ha protetto la sua sorellina da una furia di acqua e detriti che, alla fine, ha avuto la meglio. Per lui cori, applausi, pianti. Il suo nome è gridato fortissimo. E infine c’è il feretro della loro giovane mamma, Stefania, che Asia, la terza figlia, ha accarezzato per tutto il tempo dell’omelia.

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Durante la cerimonia Giuseppe e Luca, insieme alle loro bambine, non sono mai rimasti da soli. A sorreggerli quel che resta di una famiglia smembrata dall'esondazione di quello che per molti era appena un torrente.

Consolati dalle parole che monsignor Lorefice ha scritto per loro, hanno pianto e abbracciato i loro cari quasi a non volerli far andare via. “Mi fa male il cuore, mi fa male il cuore”, ha sussurrato il giovane ragazzo che, in via Lascaris, è conosciuto come “Cirino” per via del suo negozio di moto. Lo stesso cuore che tiene in mano Minnie, il peluche che Rachele porterà con sé nel suo ultimo viaggio. Il parroco ha poi riservato una preghiera per Giuseppe Liotta, il pediatra 40enne disperso nelle campagne di Corleone mentre tentava di raggiungere l’ospedale per prendere servizio. Alla fine della messa un lungo applauso ha accompagnato le salme lungo la navata. Palloncini bianchi, lacrime e musica per l’ultimo saluto. La stessa musica che ascoltavano prima che arrivasse il buio.

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Fonte: PalermoToday →
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