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Giovedì, 2 Dicembre 2021

La Maddalena, il centro congressi del G8 è vuoto e cade già a pezzi

Gian Antonio Stella racconta sul Corriere della Sera dell'avveniristico Main Center della Maddalena, che "cade a pezzi". Le opere che solo quattro anni fa erano nuove di zecca sono in condizioni catastrofiche

La Maddalena, in Sardegna, doveva ospitare il G8 che Silvio Berlusconi decise di spostare a L'Aquila dopo il terremoto del 2009.

Il centro congressi del G8 è nuovo e già perde pezzi. Doveva rilanciare La Maddalena, dopo 4 anni è vuoto. Prima tirata a lucido in abito da festa e poi, dopo il G8 fantasma traslocato all'Aquila, lasciata sola con il suo sogno infranto e i suoi cocci da raccogliere.

Gian Antonio Stella racconta sul Corriere della Sera dell'avveniristico Main Center, che "cade a pezzi". Le opere che solo quattro anni fa erano nuove di zecca sono in condizioni catastrofiche. L’area delegati ha delle parti di tetto strappate dal vento. Le colonne degli antichi depositi dell’arsenale sono già arrugginite dopo un restauro costosissimo.

La beffa più amara è che la Regione Sardegna deve pagare per la struttura quattrocento mila euro l’anno di Imu.

Cadono a pezzi, solo quattro anni dopo, le costosissime strutture costruite per il G8 poi spostato all’Aquila. E i soldi dati ieri per finire la bonifica, potete scommetterci, non basteranno.Sono 11 milioni e rotti, i nuovi stanziamenti decisi dal ministero dell’Ambiente e dalla Regione Sardegna per completare il risanamento «dello specchio acqueo antistante l’ex Arsenale militare di La Maddalena».

Il problema è che secondo l’inchiesta sulla «bonifica fantasma» (avvisi di indagini concluse sono stati inviati a 17 indagati eccellenti, da Bertolaso a Balducci) l’area con fanghi neri impregnati di idrocarburi lasciati dai vecchi insediamenti militari è di dodici ettari, non sei: Il doppio di quanto si pensasse. I periti della magistratura dicono che per la bonifica servono almeno 19 milioni. I maddalenini non hanno più fiducia in nessuno. Si sentono traditi.

Alla Maddalena, giurava Silvio Berlusconi nel dicembre di cinque anni fa, «è stata fatta la più grande bonifica ambientale mai fatta in Italia in modo che l’isola diverrà un’attrazione turistica assolutamente all’avanguardia». E il governo assicurava, sfidando la Ue che avrebbe aperto una procedura d’infrazione su tutte le violazioni delle regole, che i lavori per il G8 sarebbero stati fatti «nel massimo rispetto ambientale». E ancora tre giorni prima del terremoto all’Aquila che avrebbe spinto il Cavaliere a mollare l’arcipelago, Bertolaso affermava: «Abbiamo bonificato una zona inquinata in un parco nazionale, abbiamo portato le barche dove c’erano i sommergibili e ora garantiamo l’occupazione a un migliaio di persone». Sì, ciao… Mai vista un’assunzione.

La bonifica che venne fatta all'epoca non servì non solo a rimuovere il divieto di balneazione, ma nemmeno quello di navigazione e di ancoraggio. Fabrizio Gatti scriveva sull'Espresso: "Un porto turistico costato complessivamente 377 milioni di euro pubblici nel quale yacht, barche e gommoni non possono attraccare".

Scrive ancora Stella:

Quello che più fa salire il sangue al cervello è però l’edificio futuristico del «Main Center» che doveva ospitare le personalità più illustri del mondo e che si protende sull’acqua del bacino. Le spettacolari vetrate sui fianchi erano coperte da una specie di alveare, un grande merletto di vetro e acciaio voluto per dare insieme un po’ d’ombra e insieme trasparenza, stanno giorno dopo giorno sgretolandosi. «Uno schifo», si sfoga l’architetto Stefano Boeri, autore del progetto, «Lo vedo e sto male. Sono pazzi a lasciarlo finire così».

Fonte: Corriere della Sera →
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