Giovedì, 3 Dicembre 2020

Gabriele Micalizzi: "La macchina fotografica mi ha salvato, ho pensato di morire"

Parla il fotoreporter sopravvissuto al razzo Rpg che lo ha colpito mentre seguiva lo scontro tra curdi e milizie dell'Is in Siria: "La Leica, che stavo usando per le foto, mi ha riparato gli occhi. Ero convinto che sarei morto"

Foto: frame da Instagram/Cesura

È solo grazie alla sua amata macchina fotografica se gli occhi di Gabriele Micalizzi ancora vedono la luce. A raccontare come è sopravvissuto al razzo Rpg che lo ha colpito mentre seguiva lo scontro tra curdi e milizie dell'Is in Siria è lo stesso fotoreporter in una intervista al Giornale. "Le schegge più importanti -ricorda- le ha assorbite il giubbotto antiproiettile, che si è sfasciato. Pure l'elmetto, insanguinato e ammaccato all'altezza della tempia, ha resistito. La Leica, che stavo usando per le foto, mi ha riparato gli occhi".

Ricorda chiaramente il momento in cui è stato colpito, racconta di aver sentito il "fruscio mortale dell'Rpg. Ho capito subito che era un razzo dal rumore metallico che fende l'aria. Il combattente curdo davanti a me è stato colpito in pieno. L'ho visto esplodere in mille pezzi. Poi ricordo il colore giallo dell'esplosione, che mi ha scaraventato a terra come un lancio di dadi. Vedevo il cielo. Il primo pensiero è stato: porca tro..., mi hanno preso". "Non riuscivo ad alzarmi e a muovermi. Ero convinto -racconta Micalizzi- che sarei morto. Mi sono toccato per primo il braccio sinistro dove c'era un buco. Ci ho infilato dentro il dito. Poi l'occhio sinistro, che era molle come se fosse un uovo à la coque. Cominciavo a vedere sempre meno. La faccia era piena di sangue, ma non sentivo dolore".

Gabriele Micalizzi racconta il momento in cui è stato colpito da un razzo in Siria

Ferito in Siria il fotografo italiano Gabriele Micalizzi: vinse talent Sky "Master of Photography"

Il racconto di Micalizzi continua: "Uno, due, tre minuti..., mi sono chiesto: quanto tempo ci vuole per morire? Ad un certo punto mi sento tirare su dai combattenti curdi. Non riuscivo ad appoggiarmi sulle gambe. Mi hanno trascinato di sotto per caricarmi sul blindato. Volevo fumare l'ultima sigaretta. Ho cercato di prendere il pacchetto nella tasca dei pantaloni, ma le dita della mano erano maciullate". A prestare i primi soccorsi è stato Adam, il consigliere per la sicurezza della Cnn. "Mi ha bendato la testa e il volto. Gli ho chiesto: come sono i miei occhi? E ha risposto: 'Fottuti'".

"Seguivo l'avanzata dei curdi sotto il fuoco jihadista. Con il fotografo brasiliano Gabriel Cheim abbiamo raggiunto la postazione del comandante Baghuz, che era sul tetto. Mi ha mostrato una bandiera nera dell'Isis davanti a noi e ho scattato una foto. Poco dopo è arrivato il razzo. Baghuz era dietro al soldato caduto ed è stato ferito gravemente. Non dobbiamo mai dimenticare che i curdi combattono anche per noi". Micalizzi infine alla domanda se tornerà al fronte, risponde sicuro: "Certo".

Fonte: Il Giornale →
Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Gabriele Micalizzi: "La macchina fotografica mi ha salvato, ho pensato di morire"

Today è in caricamento