"Migranti a casa mia": l'ex bomber Lineker ospita un rifugiato nella sua villa nel Surrey

Il noto commentatore tv è da tempo impegnato sul tema dell'integrazione e ha deciso di sostenere l'ente di beneficenza "Refugees at Home"

Gary Lineker - Foto Ansa

Quante volte sulla questione migranti abbiamo sentito la frase: "Se ci tieni, ospitali a casa tua". Gary Lineker, ex attaccante dell'Inghilterra e commentatore tv, ha deciso di farlo sul serio. Lineker è stato uno degli attaccanti più forti della storia del calcio diventando capocannoniere del Mondiale in Messico nel 1986. Adesso è uno dei commentatori tv più simpatici e pungenti in circolazione e sta per fare un gesto che farà sicuramente discutere.

Tra qualche settimana ospiterà nella sua villa nel Surrey un rifugiato. Lineker ha infatti deciso di sostenere l'ente di beneficenza "Refugees at Home" e accoglierà uno dei 2.250 rifugiati richiedenti asilo. A riguardo l'ex bomber ha reso delle dichiarazione raccontando le sue sensazioni. Gli hanno chiesto se fosse in apprensione per questa scelta.

Le parole di Lineker

Lui ha risposto: "Niente affatto. Ho avuto tanti contatti con i rifugiati negli ultimi due anni. Ho incontrato decine di giovani rifugiati grazie a programmi di calcio e sono veramente adorabili e apprezzano qualsiasi aiuto possano ottenere. Sono sicuro che andrà bene. Ho pensato di fare una cosa del genere per un po'. I miei figli sono cresciuti, quindi ho molto spazio e se posso aiutare temporaneamente, sono più che felice di farlo. Perché no? Sono abituato ai giovani in casa mia, ho quattro ragazzi sulla ventina e credetemi, sono sicuro che si comporteranno meglio di loro".

L'impegno di Lineker sulla questione parte da lontano. È diventato un attivista dopo la morte di Alan Curdi in Grecia nel 2015. Ha partecipato anche a campagne di comunicazione per promuovere l'integrazione dei popoli.

"La maggior parte delle cose che consideriamo tipicamente britanniche vengono spesso portate da diverse sponde. Anche San Giorgio è turco. Penso solo che dobbiamo molto ai rifugiati e la maggior parte delle persone discende da rifugiati a un certo punto. Hanno dato così tanto a questo Paese e continuano a farlo in termini di lavoro che svolgono come abbiamo assistito durante la pandemia nel Nhs, assistenti e lavoratori chiave".

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Il rapporto con gli hater

La sua iniziativa non incontrerà sicuramente il favore di una parte del pubblico che non è d'accordo con l'ospitare stranieri in Inghilterra. Già in passato l'ex attaccante dell'Inghilterra è stato oggetto di attacchi soprattutto sui social media. È già capitato, infatti, che si esponesse su temi politici come la Brexit e in quell'occasione ha subito numerose critiche. Attacchi che al momento però non sembrano preoccuparlo. “Si tratta di stare dalla parte giusta. È difficile far cambiare idea alle persone, principalmente perché siamo diventati così tribali su qualunque sia il problema e penso che sia forse esacerbato dai social media. Non voglio predicare alle persone e dire loro cosa fare. Tutto quello che puoi fare è concentrarti su ciò che credi sia giusto e partire da lì”. Più che delle critiche Lineker si preoccupa di come sia diventato il dibattito pubblico in Inghilterra e nel mondo. “Siamo diventati così tribali, è quasi più tribale del calcio. Questa è una preoccupazione, quindi ogni volta che sono in una discussione cerco di non essere cattiva. Non capisco perché se qualcuno ha un'opinione diversa si debba litigare”.

Fonte: Mirror →

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