Giovedì, 21 Gennaio 2021

Coppia gay insultata a Marsala: "L'ennesima bufala (di cattivo gusto) dell'avvocato Canzona"

Repubblica.it smaschera la bufala della coppia gay insultata dagli altri turisti di un hotel di Marsala. Dietro la falsa notizia, l'avvocato Giacinto Canzona

Giacinto Canzona

Le false vittime della Costa Conordia, il suo falso funerale e falsi partiti politici. La "carriera" dell'avvocato Giacinto Canzona, il legale più e più volte "smascherato" da Striscia la Notizia, è piena di episodi che nulla hanno a che vedere con la realtà. Ma questa volta ha esagerato davvero. Nella giornata di ieri, le maggiori agenzia di stampa ricevono una e-mail, firmata da Alessio un barbiere di Frosinone, che denuncia discriminazioni nei confronti suoi e del suo compagno, in vacanza in un hotel di Marsala. 

La notizia compare immediatamente su tutte le testate e su tutti i siti Gblt. Alessio denuncia: "A parte le risatine e le toccatine di orecchie alle quali siamo abituati, ogni volta che entriamo in piscina la gente si allontana da noi e ci guarda come fossimo due rare bestie. Ma la cosa piu' grave e' che da qualche giorno abbiamo cominciato a ricevere sotto la porta del nostro appartamento bigliettini ingiuriosi e minatori con scritte del tipo : 'Andate via brutti froci!', 'Vergognatevi!!! la vostra omosessualita' turba i nostri figli! Andatevene!'".

Peccato, però, che la notizia sia una "bufala". E di pessimo gusto, soprattutto considerando che è stata diffusa il giorno dopo che un ragazzino di soli 14 anni si è suicidato perché "non accettato" a causa della sua omosessualità. E chi c'è dietro la "bufala" della coppia gay insultata a Marsala? Ancora lui, Giacinto Canzona. 

A fare la scoperta è Repubblica.it, che dopo numerose telefonate con il fantomatico Alessio e con la direzione dell'hotel è arrivata alla verità: 

Le parole pesanti e i gesti odiosi  subiti da Alessio e il compagno meritano una verifica  e Repubblica si mette in contatto con l’albergo chiedendo conferma della presenza dei due uomini nella struttura ma – ecco la  prima falla della storia -   l’hotel Delfino nega di aver Alessio e il suo compagno come ospiti. I nomi non sono nel registro, non sono presenti nella struttura né lo sono mai stati.  La direttrice Tania  Clemenza ci tiene a precisare che nella stanza indicata dalla coppia -  al telefono all’Ansa  - non sono presenti due uomini. 

Il mistero si infittisce e riusciamo  a metterci in contatto telefonico con Alessio che al telefono conferma la storia  e “parla di atmosfera irrespirabile” e di continui attacchi in spiaggia, in piscina . Chiediamo ad Alessio di fornirci immagini, non del suo volto ma  almeno dei biglietti minatori o semplicemente della struttura, della porta dove venivano recapitati gli odiosi messaggi.  La presunta vittima prende tempo  “le invierò più tardi” ci scrive. Per quanto velocissimo a recapitare una denuncia ad almeno 5 agenzie di stampa,  Alessio appare  in difficoltà a inviare via mail o sms un paio di scatti . In redazione infatti non arriveranno mai.

Poi, la svolta: 

Insospettita dalla presenza in albergo dell'avvocato Giacinto Canzona -  noto per aver architettato varie bufale  (false vittime della Costa Concordia, il proprio funerale e partiti politici fasulli) -  la direttrice,  con la complicità dello staff gli ha teso una vera e propria trappola. "Canzona era in spiaggia con la moglie -  ci racconta Clemenza  -  io e una mia collega ci siamo sistemate accanto alla coppia e abbiamo chiamato con il cellulare il numero che la presunta vittima aveva fornito a voi e alle agenzie con la mail di denuncia. Canzona risponde! Beccato!" . "Colto in flagrante  - continua Clemenza -  l'avvocato era pietrificato,  non trovava le parole, ha cercato di scusarsi e ci  ha offerto un caffè per minimizzare l'accaduto. Ha avuto anche il coraggio di dirci ' non rovinatemi la vacanza".

"Vi ha spiegato perché lo ha fatto?", chiedono da Repubblica: 

"No, non ha dato spiegazioni, la mia sensazione - sottolinea il direttore  -  è che sia una persona con un enorme disagio.  Senza considerare il danno di immagine per la nostra struttura e per la nostra città, è semplicemente vergognoso strumentalizzare un tema serio come l'omofobia per farsi pubblicità o chissà per cosa. Abbiamo avvisato anche il sindaco. Ora è tutto in mano agli avvocati. "  

Fonte: Repubblica.it →
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