Lunedì, 20 Settembre 2021

"E' gay". Dopo le finte nozze ottiene il diritto a restare in Italia

Un marocchino ha impugnato l'atto di espulsione ricevuto dalla Questura e la commissione territoriale per le domande di asilo gli ha dato ragione

La Questura di Milano (foto fb)

Aveva ricevuto un provvedimento di espulsione dalla questura di Milano, ma lui non si è dato per vinto e alla fine un giudice di pace gli ha dato ragione. Il protagonista della vicenda, raccontata oggi dal Corriere della Sera, è un ragazzo marocchino fuggito in Italia dopo che il fratello, una volta scoperta la sua omosessualità, aveva minacciato di denunciarlo (in Marocco l'omosessualità è infatti un crimine perseguibile con il carcere).

L'uomo era giunto nel nostro Paese con un visto per sposarsi. Un matrimonio di facciata per poter arrivare in Italia legalmente. Poi aveva ottenuto un permesso di soggiorno che però ha perso insieme al suo lavoro. Finché, dopo essere incappato in alcune denunce per falso in scrittura privata e diffamazione, si era visto recapitare un decreto di espulsione dalla Questura di Milano.

Nell'atto di espulsione c'era però anche un'affermazione che ha innescato il ricorso al giudice di pace. La questura affermava infatti che "non ricorrono seri motivi di carattere umanitario o risultanti da obblighi costituzionali o internazionali".

Il marocchino è riuscito così a far riesaminare la sua pratica dalla commissione territoriale per le domande d'asilo che in quanto organo competente ha deciso che l'uomo aveva diritto alla protezione.

Fonte: Corriere della Sera →
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