rotate-mobile
Mercoledì, 19 Giugno 2024

Genitori contro i compiti a casa: dalla Francia la polemica arriva in Italia

Le posizioni di sociologi e psicoterapeuti italiani sulla polemica francesi che riguarda lo "sciopero" dei compiti a casa

In Francia, l'Associazione dei genitori degli alunni (FCPE) e l'Istituto di scuola moderna (ICEM) dichiarano guerra ai compiti a casa.

Per l'associazione dei genitori i compiti a casa sono inutili, iniqui e troppo dispendiosi per le famiglie. L'ICEM ha rilanciato, proponendo uno sciopero di 15 giorni, nel corso dei quali figli e genitori sono invitati a non fare i compiti a casa.

"E’ la debacle della genitorialità, c’è poco da dire", sostiene deciso Domenico De Masi, sociologo de La Sapienza di Roma, intervistato da Panorama.

Parliamoci chiaro - spiega De Masi - alla base dello scontro sul tema dei compiti a casa c’è l’assenza di tempo dei genitori; che poi è un’assenza di tempo più chiacchierata che reale. Basterebbe, infatti, mettere ordine nelle priorità. Ormai succede che mamma e papà preferiscano stare due ore in più a lavoro per fare carriera e bella figura col capo che tornarsene a casa e dedicare del tempo ai propri figli, anche nel fare i compiti

Continua poi De Masi:

il momento dedicato a problemi e letture potrebbe essere il luogo ideale della relazione genitore-figlio; dove il genitore entra nella vita del ragazzo attraverso la sua quotidianità scolastica. Fare i compiti assieme significa anche diffondere il proprio sapere e permettere al bambino di innamorarsi dello studio; studiare, ricordiamolo è una grande forma di emancipazione e autonomia e questo forse a qualcuno fa paura perchè vedere i propri bambini spiccare il volo è tanto bello, quanto difficile

Una posizione decisamente pro-compiti a casa quella del sociologo dell'università romana, una posizione condivisa solo a metà dalla psicoterapeuta Silvia Vegetti Finzi sul Corriere della Sera, che nega, a differenza di De Masi, l'importanza dell'interazione genitori-figli nel loro svolgimento.

Credo che, dalla terza elementare in poi, sia impossibile non assegnare compiti da svolgere a casa. In classe mancano infatti il silenzio e l’isolamento che consentono di studiare. Ma dovrebbero essere ridotti all’essenziale in modo che i bambini li eseguano presto e da soli, senza essere assillati da genitori esigenti e ansiosi che non consentono l’importante esperienza di apprendere dai propri errori. L’eccesso di compiti rischia di danneggiare la qualità dell’apprendimento che richiede processi di assimilazione e di accomodamento delle nuove nozioni nel casellario delle conoscenze

Alla discussione partecipa, riportato sempre dal Corriere della Sera, un altro psicoterapeuta, Gustavo Pietropolli Charmet, che riflette sul nuovo ruolo dei genitori nella famiglia contemporanea.

Al bene dei ragazzi (narciso) si antepone talvolta quello dei genitori che da una parte vivono quel lavoro a casa come un intralcio, dall’altra temono il conflitto e delegano alla scuola ogni compito educativo (salvo poi criticare).
Dall’insegnare a sapersi organizzare all’accettare un “no”, fino allo stare a tavola o con i compagni. All’asse genitore- insegnante è subentrato quello genitore-figlio, un patto di non belligeranza in cui mamma e papà hanno rinunciato alla divisa da genitore per indossare i panni dell’amico.
In famiglia (slim o allargate, con poco tempo e tanti sensi di colpa) questo passaggio è già avvenuto: si è abdicato al ruolo autoritario (il padre, quando c’è, è amico, la mamma oltre a fare il papà fa anche i compiti) e adesso si vorrebbe dalla scuola lo stesso. Con un rischio: "Crescere ragazzi fragili (bulli o reclusi in casa) e incapaci di vivere"

Posizione, le tre, diverse e complementari nell'incentrarsi sul ruolo dell'educazione in rapporto all'autorità (del genitore o dell'insegnante). Ma che peccano di lasciare a lato quello che forse è un nodo centrale: quello delle famiglie che, per carenze "scolastiche" dei genitori non sono in grado di aiutare i propri figli, lasciandoli indietro rispetto a quelli delle famiglie culturalmente "benestanti", e il tema dell'onerosità delle lezioni private.
Mano male che in Francia però si parla anche di questo, e come ci riporta il sito Orizzonte Scuola, il candidato socialista alle presidenziali francesi, François Hollande, si è pronunciato sul tema:

La mia posizione è che una grande parte dei compiti venga fatta durante l’orario scolastico (…) Se vogliamo lottare contro le lezioni private, che è una nuova forma di disuguaglianza (…), la parte principale dei compiti deve essere fatta con i professori; l’accompagnamento, l’aiuto ed il sostegno devono essere fatti da associazioni o dallo stesso servizio pubblico con personale che non sia necessariamente costituito da insegnanti

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Genitori contro i compiti a casa: dalla Francia la polemica arriva in Italia

Today è in caricamento