Sabato, 18 Settembre 2021
La decisione

Una corte tedesca vieta il respingimento di migranti in Italia: "Rischio trattamento inumano e disoccupazione"

La decisione dopo il ricorso di due richiedenti asilo che erano arrivati illegalmente in Germania dal nostro Paese, dove erano sbarcati. I giudici puntano il dito sul nostro sistema di accoglienza e sulla mancanza di lavoro

L'Alta Corte amministrativa del Nord Reno-Westfalia ha vietato il respingimento in Italia di due richiedenti asilo provenienti dal Mali e dalla Somalia, arrivati in Germania dopo aver lasciato illegalmente il nostro Paese. La decisione è stata motivata sostenendo la presenza di un "serio rischio di trattamento degradante" nel nostro Paese e per il fatto che le autorità italiane non riescono "a soddisfare i bisogni elementari come vitto e alloggio per molto tempo". Per i giudici il sistema di accoglienza dei rifugiati italiano prevede solo "eccezionalmente" cure e alloggi "in strutture di accoglienza per persone particolarmente vulnerabili come i malati o le famiglie con bambini". Presentando ricorso, i due migranti avevano lamentato proprio questa situazione, ossia di essere indigenti e di non aver trovato in Italia alloggi o appartamenti disponibili. 

I giudici, scrive il sito DW, hanno considerato anche "la difficile situazione del mercato del lavoro in Italia", a causa della quale i due migranti "non avrebbero la possibilità di trovare un lavoro che assicuri il loro sostentamento”, finendo minacciati da un "grave pericolo di trattamenti inumani e degradanti”. 

La Germania e i respingimenti dei "dublinanti"

Sebbene non sia la prima volta che un tribunale tedesco vieta il respingimento dei migranti in un altro Paese Ue, come spiega EuropaToday, la sentenza emessa dal tribunale di Munster potrebbe avere "effetti importanti" sulle politiche di contrasto all'immigrazione illegale in Germania, dove nelle scorse settimane sono iniziati i respingimenti nel nostro Paese dei "dublinanti", ossia i richiedenti asilo che dopo aver fatto domanda di protezione in Italia e poi si sono spostati in un altro Stato Ue. L'accordo di Dublino infatti specifica che chi fa domanda d'asilo in un Paese Ue deve restare lì fino al completamento della pratica, dopo il quale può chiedere il trasferimento in un altro stato membro previa autorizzazione da parte delle autorità interessate. I due migranti, arrivati in Italia, erano entrati in Germania proprio violando queste disposizioni. 

Fonte: EuropaToday →
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