Martedì, 24 Novembre 2020

Quando la volontà supera ogni disabilità: Giacomo, l'artista che scrive con il ginocchio

Una grave malattia gli impedisce di articolare parole, di camminare e di avere un controllo completo dei movimenti del proprio corpo, ma Giacomo Alvino non si è perso d'animo e ha raggiunto grandi traguardi lavorativi. La storia raccontata da NapoliToday

Giacomo Alvino

Per comunicare con il mondo esterno ha bisogno di uno strumento tecnologico manovrato dal ginocchio, tramite il quale utilizza il suo computer. Tutta colpa di una grave malattia - la tetraparesi spastica da anossia - manifestatasi dopo il parto e trascurata dai medici, che gli impedisce di articolare parole, di camminare e di avere un controllo completo dei movimenti del proprio corpo.

Giacomo Alvino, eclettico scrittore e stilista napoletano di 47 anni, non si è mai perso d'animo: dopo il diploma, si è affermato nel mondo della moda con collaborazioni prestigiose, ha scritto libri, ha messo in scena la sua prima opera teatrale.

La storia di Giacomo Alvino, l'artista che scrive con il ginocchio

"In pratica quando stavo per nascere mi stavo affogando con il cordone ombelicale ma i medici sottovalutarono la sofferenza e le parole di mia madre, perdendo troppo tempo - racconta a Nicola Clemente di NapoliToday -. Questo ha comportato dei danni irreparabili in alcune zone del mio cervello per cui non posso articolare parole, ma solo emettere fonemi, e ho un controllo molto relativo sui movimenti del corpo, quindi non posso camminare, prendere oggetti… Riesco ad alzare bene la gamba destra. Con questa gamba aziono un sensore collegato alla sedia a rotelle tramite il quale utilizzo il computer. In realtà oggi è una tecnologia sempre più diffusa tanto che molti non sanno di averla disponibile su computer e smartphone, ma quando ho iniziato… allora sì che era fantascienza".

La disabilità fisica non gli ha impedito di raggiungere importanti traguardi. E oggi racconta quelli di cui è maggiormente fiero. "A 19 anni mi sono diplomato come qualsiasi ragazzo di quella età in una normalissima scuola - dice - con la stessa commissione di professori dei miei compagni, utilizzando il computer. Era il 1992, sembrava fantascienza. Tanto più qui, a Napoli. Poi la mia passione mi ha portato a studiare come stilista di moda".

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Fonte: NapoliToday →
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