Martedì, 18 Maggio 2021

Gianluca Vurchio, il sindaco soccorritore del 118: “Di nuovo in prima linea dopo aver avuto il Covid"

A BariToday il racconto di un anno di pandemia da parte del primo cittadino di Cellamare, tra turni di 12 ore come autista di ambulanze e lavoro in Comune. “È capitato che non vedessi mia figlia anche per quattro giorni”

La sua foto, stremato dopo il turno con ancora tutta e dispostivi di protezione che lo coprivano dalla testa ai piedi, era diventata virale. Gianluca Vurchio, sindaco di Cellamare (Bari) e soccorritore del 118, l’aveva condivisa su Facebook alla fine di ottobre, lanciando un appello: “Il virus esiste, per davvero. E fa male, molto male. Mettiamoci la mascherina, facciamo attenzione. Proteggiamoci noi e proteggeremo anche gli altri”. 

A un anno dall’inizio della pandemia in Italia BariToday ha incontrato Vurchio. Il sindaco ha ripercorso questo lungo periodo, sicuramente il più drammatico della sua vita. I primi mesi sono stati i più difficili. Lui e la moglie Alessandra, infermiera, hanno una bambina che oggi ha 20 mesi.

“Staccavamo dal turno in ambulanza anche dopo 13 o 14 ore e poi andavo in municipio a coordinare con la Protezione civile le operazioni e il monitoraggio della situazione. Mia figlia è capitato che non la vedessi anche per quattro giorni. Incrociavo lo sguardo con mia moglie al cambio del turno mio col montaggio del suo. Sono stati momenti davvero difficili, la salvezza sono stati i nonni”, ricorda Vurchio. 

Il post del sindaco di Cellamare Gianluca Vurchio

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Gianluca Vurchio, il sindaco di Cellamare soccorritore del 118 

Il sindaco si è anche ammalato di Covid-19. Lo scorso 31 dicembre è risultato positivo al coronavirus ed è entrato in isolamento. “I primi giorni sono stati tremendi, ho avuto la febbre a 40 e dolori articolari. Ho perso cinque chili. Sono risultato negativo solo a metà febbraio, l’isolamento è durato 45 giorni. È il motivo per cui non ho ancora ricevuto il vaccino, devo attendere che risalgano del tutto le mie difese immunitarie”. 

Oggi Vurchio è di nuovo in prima linea tra turni in ambulanza, corse in ospedale e coordinamento con prefettura e Protezione civile. Un anno di pandemia ha segnato la sua vita, come sindaco (è stato aletto nel maggio 2019, a soli 33 anni) e come operatore del 118. 

Il momento più duro è stato proprio quello della fase iniziale della gestione dell’emergenza, tra marzo e aprile. Io stesso sono dovuto intervenire direttamente per portare ossigeno a casa di persone ho colto la sofferenza, attraverso i loro sguardi. Per questo è stata un’esperienza straordinaria professionale e politica, perché ho esso le mani in pasta fin dall’inizio dell’emergenza. Ricordo fino a notte fonda in Comune il coordinamento col centro della protezione civile per contenere quanto più possibile il progredire dei contagi

Vurchio si dice favorevole alle ordinanze che anticipano il coprifuoco alle 19 con la chiusura degli esercizi commerciali, ipotizzate dal sindaco di Bari e presidente Anci Antonio Decaro, perché la crescita dei contagio è tornata a preoccupare. 

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Gianluca Vurchio (foto BariToday)

Fonte: BariToday →

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