Venerdì, 17 Settembre 2021

Morte da superlavoro, indagato colosso giapponese della pubblicità

La Dentsu si è scusata ufficialmente in seguito alla morte della sua dipendente considerata come "karoshi" (decesso da super lavoro)

In Giappone si muore di troppo lavoro e ora le autorità hanno deciso di dare un segnale forte, portando in tribunale il gigante della pubblicità Dentsu e i suoi dirigenti, in seguito alla morte di una sua dipendente considerata come "karoshi" (morte da superlavoro).

"Bisogna mettere fine all'eccessivo carico di ore di lavoro" sui dipendenti, ha dichiarato il portavoce del governo in una conferenza stampa. L'esecutivo di Tokyo ha emesso nuove direttive che inaspriscono la punizione per le aziende che sfruttano con eccessivi straordinari i loro dipendenti.

A Natale del 2015 la giovane impiegata di Dentsu Matsuri Takahashi, mise fine alla sua vita lanciandosi dal terrazzo del dormitorio per i dipendenti. Si stabilì che la ragazza si era sottoposta a turni di lavoro massacranti, con straordinari che avevano superato le 100 ore mensili. La legge giapponese fissa in 40 ore l'orario settimanale massimo di lavoro, con un plafond sulle ore di straordinario, che può essere tuttavia superato in caso di accordo tra le parti.

A settembre il suo caso è stato riconosciuto come "karoshi", la peculiare parola giapponese che indica il decesso da eccessivo lavoro. Questo ha provocato una forte polemica sui media, anche perché in quel momento il primo ministro Shinzo Abe aveva lanciato una campagna per attirare le donne nel mercato del lavoro.

"E' importante creare un migliore ambiente di lavoro perché le donne e le persone anziane possano anche loro partecipare alla vita attiva", ha insistito oggi Yoshihide Suga, portavoce dell'esecutivo di Tokyo.

L'inchiesta contro la Dentsu condotta dai servizi sanitari di Tokyo ha mostrato che altri dipendenti sono stati costretti a lavorare eccessivamente, nonostante la società già negli anni '90 aveva vissuto un caso simile ed era stata messa in guardia dal continuare con le pratiche illegali. 

La compagnia si è ufficialmente scusata, come riferisce The Japan Times.

Fonte: The Japan Times →
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